E-commerce a Golfo Aranci, per vendere prima dello sbarco e dopo il ritorno
E-commerce
Un e-commerce a Golfo Aranci serve a vendere online nei due momenti in cui il cliente non è in paese: prima che sbarchi e dopo che è ripartito. Golfo Aranci vive di passaggio: poco meno di duemilaquattrocento residenti e un porto da cui passano circa un milione di passeggeri l'anno, con le navi da Livorno tutto l'anno e le altre linee d'estate. Chi arriva resta un weekend, una settimana, a volte solo il pomeriggio prima della nave della sera. Tutto quello che un'attività del paese incassa, lo incassa in quella finestra. La realizzazione di un e-commerce a Golfo Aranci, o anche solo di un negozio online con i biglietti e i buoni regalo delle escursioni, allarga la finestra da tutti e due i lati.
Prima: posti, biglietti, buoni regalo
La prima cosa che si vende online qui non è un oggetto, è un posto. Un posto sul gommone che esce verso Figarolo a cercare i tursiopi, un posto nell'immersione del mattino, un tavolo per dodici il giorno della Sagra del Pesce. Oggi si prenota a voce o su WhatsApp, e chi non si presenta lascia la barca con due sedili vuoti. Venderlo online vuol dire incassare prima, o almeno un acconto, e sapere la sera prima quante persone salgono.
Il negozio online di un'attività di escursioni ha quindi una forma diversa da un catalogo: le partenze del giorno con i posti rimasti, il prezzo per adulti e bambini, il pagamento, la conferma con il punto d'incontro sul molo. E ha una regola che un negozio di magliette non ha: se il maestrale annulla l'uscita, il rimborso o lo spostamento partono da soli, con un messaggio a tutti i prenotati, senza che lo skipper passi la mattina al telefono.
Poi ci sono i buoni regalo, che vendono d'inverno. Un'uscita in barca davanti a Capo Figari o un battesimo del mare in un diving sono regali che si comprano a dicembre, da Milano o da Lione, per un'estate che deve ancora arrivare. Chi vende solo al banco li perde tutti.
Dopo: quello che si porta a casa
Il secondo e-commerce è quello delle botteghe. Chi compra al porto o in paese un vasetto di bottarga, una bottiglia di vermentino di Gallura, un mirto, un pecorino, a casa lo finisce in due settimane e poi lo cerca. Se trova il tuo negozio online, ricompra da te; se non lo trova, compra la stessa cosa da un altro, o niente. Il cliente c'è già, va solo lasciato con un indirizzo: un biglietto nella busta, un codice sullo scontrino, l'etichetta con il sito.
Il problema vero è la spedizione dall'isola. Il corriere costa, e costa di più verso il continente: va scritto prima del carrello, con le soglie per la spedizione gratuita fatte sui margini veri e non a sentimento. I prodotti delicati vanno confezionati per il viaggio, e alcuni d'estate non si spediscono proprio. Il caso del portfolio più vicino è Nanumoru, un birrificio sardo che vende e spedisce le sue bottiglie online; per il catalogo e il checkout c'è Fionard, streetwear. Nel settore cantine e food è lo stesso lavoro: farsi ricomprare da chi ha assaggiato in vacanza.
Quanto costa un e-commerce a Golfo Aranci
Dipende da cosa si vende. Un catalogo piccolo, una trentina di prodotti con foto, pagamento con carta e spedizione calcolata, è il lavoro più leggero. La vendita di posti per partenza, con le disponibilità, gli acconti e i rimborsi automatici, è più vicina a un'app di prenotazione e costa di più. I buoni regalo stanno in mezzo: un prodotto con un codice da usare entro la stagione.
Il tempo conta come il prezzo. Un negozio di buoni regalo va online entro novembre, per vendere a Natale; uno di biglietti entro aprile, quando le famiglie hanno già prenotato la nave e cercano cosa fare. Il primo incontro lo facciamo da te, fuori stagione, e il resto va avanti a tappe da remoto.
Cosa portiamo a Golfo Aranci
A Golfo Aranci non abbiamo ancora un progetto, e lo scriviamo. Portiamo il servizio e-commerce dello studio: catalogo scritto con le parole di chi cerca, pagamenti Stripe, spedizioni chiare, statistiche che dicono quanto vendi fuori stagione. Dopo, la SEO porta chi cerca il prodotto dopo averlo assaggiato, e le campagne parlano a chi è stato in paese l'estate prima.
Il mercato del paese sta nella pagina Golfo Aranci. Il preventivo online dà la cifra in sette passi.
Parola ai clienti.
Lanciare un e-commerce di streetwear sostenibile con il print-on-demand era una scommessa complessa. Adesso lo shop gira alla perfezione, le grafiche risaltano al massimo e possiamo concentrarci solo sulla creatività senza lo stress delle scorte in magazzino.
Fionard
Domande frequenti.
Due cose diverse. I posti e i buoni: il biglietto dell'uscita con i delfini pagato prima, il buono regalo per l'immersione, il pranzo di gruppo prenotato con un acconto. E i prodotti: quello che un negozio di Gallura vende al banco e che chi è tornato a casa vuole ancora.
Un catalogo di trenta prodotti con pagamento e spedizione è il lavoro più piccolo. La vendita di posti per partenza, con il rimborso automatico quando il mare annulla l'uscita, è un lavoro più grande. Il preventivo online dice la cifra in sette passi.
Il costo del corriere dall'isola va scritto prima del carrello, non scoperto alla cassa. Si fissano le soglie, si scelgono le confezioni giuste per il viaggio e si decide cosa non spedire d'estate, quando un prodotto fresco passa due giorni in un camion al caldo.
No. I portali portano chi non ti conosce; il tuo negozio online vende a chi ti ha trovato, a chi torna e a chi regala. Il prezzo è lo stesso, cambia la commissione che resta a te.
Non ancora nel comune, e lo diciamo. I negozi online del portfolio sono Fionard, streetwear, e Nanumoru, un birrificio sardo che vende e spedisce dall'isola: è il caso più vicino a chi vende prodotti sardi al continente.
























































































































