Retail & Atelier
Progetti del settore.
Un negozio si racconta in tre posti che non si somigliano: la vetrina, la scatola che il cliente porta a casa e lo schermo di un telefono. Quasi sempre il marchio è stato pensato solo per il primo. Su questo settore abbiamo lavorato su tre fronti diversi — una gioielleria, un atelier floreale di lusso, un marchio di streetwear con il suo e-commerce — e questa pagina racconta cosa cambia a seconda di cosa si vende.
Il problema del settore
Il marchio di un negozio nasce quasi sempre per l'insegna: grande, largo, con il nome per esteso. Poi arriva la copertina tonda in evidenza su Instagram, che è centoventi pixel, e di quel marchio non resta niente di riconoscibile. Serviva un segno che funzionasse anche piccolo, e nessuno l'ha disegnato.
Il secondo problema è il catalogo. Un pezzo unico si vende in conversazione — una foto, un messaggio, il prezzo. Una collezione con taglie e varianti no: senza un catalogo vero la giornata se ne va a rispondere sempre alle stesse due domande, e chi scrive di sera non riceve risposta fino al mattino.
Il terzo è il magazzino. Nell'abbigliamento si stampa una collezione intera e poi si scopre quali taglie non si muovono: il margine resta appeso in scaffale, e l'invenduto è già una perdita nel momento in cui esce dalla stampa.
Cosa serve davvero
Un marchio con due misure: il logotipo per l'insegna e un simbolo che regga a un centimetro di lato — cartellino, bollo, copertina in evidenza. Un packaging coordinato, perché è l'unico pezzo di negozio che il cliente fotografa. Fotografia vera dei prodotti, non render: nel retail si compra quello che si vede. Un catalogo con varianti e disponibilità, se le referenze sono più di una manciata. E, dove ha senso, una produzione che parta dall'ordine invece che precederlo.
Come lo abbiamo fatto
Istedda Gioielli è il caso del segno che deve rimpicciolire. Il nome è una parola sarda — stella — e il logotipo è corsivo, scritto a mano; sopra la i, al posto del punto, un fiore a cinque petali. Quel fiore è il pezzo che sopravvive alla riduzione: sta sul cartellino, sul portachiavi, sulla copertina del profilo. Attorno, l'identità completa: scatole, shopper, biglietti con il QR, la campagna in bianco e nero e la vetrina.
Fionard risolve il magazzino cambiando l'ordine delle operazioni. È un marchio di streetwear sostenibile Made in Italy con il suo e-commerce, e la stampa — DTG e DTF, inchiostri eco-certificati su cotone biologico GOTS — parte dopo l'acquisto. Le collezioni sono disegnate in casa, e un assistente AI risponde alle domande dei clienti quando non c'è nessuno in negozio.
Ketty Flowers è il caso opposto: un atelier floreale che allestisce matrimoni, eventi, hotel e yacht in Costa Smeralda, dove non c'è un catalogo da sfogliare ma un lavoro da far vedere. Il sito è editoriale e scuro, costruito sul collage delle immagini, con il racconto premium orientato a chi cerca quel tipo di allestimento in quella zona.
Tre progetti, tre strade: marchio e packaging quando il problema è essere riconosciuti, e-commerce quando il problema è vendere senza esserci, siti web editoriali quando il lavoro va guardato prima di essere spiegato. E il packaging quando la scatola esce dal negozio insieme al prodotto.
Se il tuo marchio funziona sull'insegna ma sparisce sullo schermo, il problema è di disegno e si risolve una volta sola. Raccontaci il tuo negozio nel preventivo online: qualche domanda, una stima chiara, zero impegno.
Domande frequenti.
L'insegna la vede chi passa davanti. Il marchio serve dove il negozio non c'è: sul cartellino, sulla scatola, sulla copertina in evidenza del profilo. Per Istedda Gioielli il fiore a cinque petali è nato proprio per quello — è il segno che resta quando il nome non ci sta.
Dipende da cosa vendi. Un pezzo unico si vende in conversazione, e lì il profilo basta. Una collezione con taglie e varianti no: senza catalogo e carrello passi la giornata a rispondere «quanto costa» e «avete la M». Per Fionard abbiamo costruito l'e-commerce completo, con la stampa on-demand a valle dell'ordine.
Stampando dopo l'ordine, non prima. Fionard produce in DTG e DTF su cotone biologico GOTS solo quando il capo è stato comprato: zero resi da collezione sbagliata, zero taglie ferme in scaffale.
È l'unica parte del negozio che la cliente si porta a casa e fotografa. Per Istedda abbiamo disegnato scatole, shopper, cartellini e portachiavi con lo stesso fiore: il pacchetto continua a parlare quando il negozio ha chiuso.
Più del testo. Per Ketty Flowers, che allestisce matrimoni ed eventi in Costa Smeralda, il sito è costruito attorno alle immagini: fondo scuro, collage, e il lavoro che si guarda prima di essere spiegato.











