E-commerce a Porto Rotondo, per la cliente che riparte a settembre
E-commerce
Un e-commerce a Porto Rotondo risolve un problema che hanno quasi tutte le boutique del borgo: vendono in novanta giorni a clienti che per il resto dell'anno vivono altrove. Il borgo ha poche centinaia di residenti e d'agosto trentamila presenze, e chi compra in piazzetta San Marco o sul porto ha spesso una casa qui e un'altra a Monaco, a Londra, a Milano. Ha visto la collezione, l'ha toccata, ne ha comprato un pezzo. A novembre ne vuole un altro e il negozio è chiuso. La realizzazione di un e-commerce a Porto Rotondo serve a quella seconda vendita.
La stagione che continua dopo settembre
Il negozio online di una boutique stagionale non è un catalogo di tutto. È la selezione di quello che la gente ricompra: il costume nella taglia che mancava, i sandali in un altro colore, il profumo della linea che si vendeva in negozio, il gioiello visto in vetrina. Poche linee, fotografate bene, con le taglie vere e il magazzino aggiornato. La cliente che ti ha conosciuto ad agosto deve riconoscere il negozio: le stesse foto, lo stesso tono, la stessa cura della vetrina.
Il canale per farla tornare c'è già: lo scontrino, il biglietto nella shopper, il QR sul cartellino, l'indirizzo email lasciato al momento dell'acquisto con il consenso giusto. A ottobre arriva il messaggio con le novità; a dicembre quello per i regali. Chi ha comprato in piazzetta compra di nuovo da casa.
Spedire a Zurigo e a Londra
Per chi vende da Porto Rotondo la spedizione estera è il cuore del lavoro, non un dettaglio. Il costo del corriere si legge nella scheda prodotto, prima del carrello. Per chi compra in Svizzera o nel Regno Unito, fuori dall'Unione europea, i dazi si dichiarano prima, non si scoprono alla consegna. I resi sono spiegati in due lingue, con tempi chiari. Il negozio online a Porto Rotondo regge su queste tre cose più che sulla grafica: una cliente che paga il doppio alla porta non ricompra.
D'estate c'è anche l'ordine inverso: chi è in villa o in barca e vuole ricevere lì. Ritiro in negozio, consegna in villa nel borgo, consegna in banchina: sono opzioni di spedizione da impostare, con orari e zone, e spesso fanno la differenza con chi vende solo in vetrina.
Quanto costa un e-commerce a Porto Rotondo
Lo decidono quattro voci: il numero di prodotti e di varianti, le lingue, le spedizioni estere, e il collegamento con la cassa del negozio per tenere un magazzino solo. Shopify a Porto Rotondo è la scelta di chi vuole aggiornare tutto da sé, dal telefono, anche durante la stagione; WooCommerce quella di chi ha già un sito editoriale e ci aggiunge il negozio. Il catalogo si fotografa d'estate, con la collezione in negozio, e si pubblica a settembre, quando le clienti ripartono. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi.
Cosa portiamo a Porto Rotondo
A Porto Rotondo e in Gallura non abbiamo ancora un e-commerce in portfolio, e lo scriviamo. Ne abbiamo costruiti altrove: per Fionard, un marchio di streetwear, un negozio online con le schede pensate per vendere taglie e varianti, e la SEO; per Nanumoru, un birrificio sardo, un e-commerce con spedizioni, packaging e social coordinati. Il caso Fionard è il più vicino a una boutique di abbigliamento, nel retail.
Il servizio è l'e-commerce; per farlo trovare a chi cerca il marchio da lontano c'è la SEO a Porto Rotondo. Il mercato del borgo sta nella pagina Porto Rotondo.
Parola ai clienti.
Lanciare un e-commerce di streetwear sostenibile con il print-on-demand era una scommessa complessa. Adesso lo shop gira alla perfezione, le grafiche risaltano al massimo e possiamo concentrarci solo sulla creatività senza lo stress delle scorte in magazzino.
Fionard
Domande frequenti.
È il modo di vendere anche negli altri otto mesi, a clienti che ti conoscono già. Non serve un catalogo enorme: le linee che vendono di più, quelle che la gente cerca dopo la vacanza, con foto vere e taglie aggiornate.
Sì, ed è la parte che va progettata con più cura: costi di spedizione calcolati prima del carrello, dazi chiari per chi compra fuori dall'Unione europea, resi spiegati in due lingue. Una cliente svizzera che scopre i dazi alla consegna non ricompra.
Shopify per chi vuole gestire tutto da solo, con il magazzino sincronizzato fra negozio ed e-commerce; WooCommerce quando il negozio vive dentro un sito editoriale più grande. La scelta la fa chi aggiornerà le schede.
Lo muovono il numero di prodotti, le lingue, le spedizioni estere e il collegamento con la cassa del negozio. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi.
Non ancora: a Porto Rotondo e in Gallura non abbiamo un e-commerce in portfolio. Ne abbiamo fatti per Fionard, un marchio di streetwear, e per Nanumoru, un birrificio sardo, con spedizioni e SEO.
























































































































