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E-commerce a Bosa, per la Malvasia e il filet che partono

La home di nanumoru.it oggi: la maschera rossa del Nanumoru sul fondo scuro con il bestiario delle birre in trasparenza e il menu del birrificio
Bosa ha due prodotti che si comprano in bottega e si rimpiangono a casa: la Malvasia e il ricamo a filet. Le cantine della Planargia vendono a chi sale in cantina, le ricamatrici a chi entra nel vicolo, e a novembre nessuno dei due riceve un ordine, perché il negozio online non c'è o ha la spedizione «su richiesta».
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E-commerce

La home di yourcharter.it: «Curated Yachts for Discerning Guests» sopra la scia circolare di un tender in mare aperto a Porto Cervo

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Il negozio online di una cantina di Bosa si apre a novembre, da Monaco. Chi è stato nel borgo a giugno ha comprato una bottiglia di Malvasia in cantina, l'ha finita, e cerca il nome della cantina su Google per riaverla. Trova la pagina Facebook, o un sito con «spedizioni su richiesta», e compra un'altra cosa. L'e-commerce a Bosa serve a prendere quell'ordine, e quello di Natale, e quello dell'anno dopo: è il cliente che ha già assaggiato, e non va convinto, va servito.

La Malvasia: scorte vere, spedizione a peso

Una cantina della Planargia ha le scorte di una vendemmia e un prodotto che viaggia bene. Il negozio parte dal corriere, non dalla grafica: prima le tariffe vere per Italia, Germania e Francia, per una, tre e sei bottiglie, scritte nella scheda prima del carrello; poi il catalogo con le annate, il secco e il passito, le scorte contate; poi il pagamento con Stripe e la scatola da sei che regge il viaggio, che è packaging e sta nello stesso progetto. Le lingue sono quelle di chi ha comprato in cantina, tedesco e francese prima dell'inglese.

Il filet: pezzi singoli

Il ricamo a filet di Bosa è un lavoro a mano, con pezzi pochi e tutti diversi: una tovaglia, un centro, una tenda. Un negozio online a Bosa non è uno scaffale con le taglie, è una galleria di pezzi singoli, ognuno con la sua foto fatta bene, la misura, il prezzo, e che sparisce quando è venduto nella bottega del vicolo. Conviene partire con venti pezzi fotografati come si deve, e aggiungerne quando escono dal telaio. La spedizione è leggera e va assicurata; chi compra da Zurigo vuole sapere prima della dogana.

Il calendario: il negozio va online a settembre, quando i clienti dell'estate tornano a casa, e a novembre è pronto per Natale. Per la cantina la seconda scadenza è la vendemmia nuova, con la mail a chi ha già comprato.

Quanto costa un e-commerce a Bosa

Il prezzo lo fanno il catalogo e le fotografie, mai il software. Una cantina con quattro etichette e due formati ha un catalogo che si scrive in una settimana: la spesa sta nel configurare le fasce di peso e le destinazioni, che qui sono poche e sempre le stesse, Italia, Germania, Svizzera, Francia. Un laboratorio di filet parte dall'altra parte: ogni pezzo è un prodotto a sé, con la sua misura e la sua foto, e sessanta pezzi sono sessanta schede da scrivere e una giornata di set con la luce giusta. È il motivo per cui la realizzazione di un e-commerce a Bosa può costare il doppio a parità di negozio: non è il negozio che cambia, è quello che ci metti dentro. Sposta la cifra anche se le scorte devono parlare con un registro che già esisteva, e se servono il tedesco e il francese scritti davvero. Non la sposta la dimensione dell'attività: due ricamatrici e una cantina da ventimila bottiglie chiedono lo stesso impianto. Il preventivo online fa poche domande e dà una cifra di partenza; quella scritta arriva dopo aver contato i pezzi, senza costo.

Cosa portiamo a Bosa

Nel borgo non abbiamo ancora un progetto, e lo diciamo. Il negozio che vende la bottiglia a chi non torna in cantina lo portiamo con Nanumoru, dove si compra la scatola da sei, la confezione da tre o la bottiglia singola; l'etichetta che fa riconoscere un vino sullo scaffale con Cantine Nuraghe Antigori, sei referenze e un segno solo, nel settore cantine e food. Per il filet conta anche la scatola in cui il pezzo arriva: quella di un oggetto piccolo e prezioso l'abbiamo disegnata per Istedda Gioielli, nel retail. Un e-commerce della Planargia si regge su queste tre cose insieme.

A Bosa WooCommerce basta quasi sempre, perché i cataloghi sono corti e i pezzi unici vogliono campi loro; Shopify entra quando le referenze crescono e servono i canali esterni. Il servizio e-commerce non cambia: pagamento con Stripe, la spedizione nella scheda, il negozio tuo con i tuoi accessi. La SEO porta chi cerca la cantina per nome, che d'inverno è quasi tutto il traffico che conta.

Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato del borgo e della Planargia sta nella pagina Bosa.

DICONO DI NOI

Parola ai clienti.

Lanciare un e-commerce di streetwear sostenibile con il print-on-demand era una scommessa complessa. Adesso lo shop gira alla perfezione, le grafiche risaltano al massimo e possiamo concentrarci solo sulla creatività senza lo stress delle scorte in magazzino.

Fionard

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Avevamo bisogno di una piattaforma sarda di listing che mettesse in risalto sia gli alloggi che le esperienze locali, dando visibilità ai proprietari senza tariffe capestro. Con Avoy abbiamo lo strumento giusto: veloce, strutturato per categorie e senza commissioni folli che strangolano il business.

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A Sassari volevamo posizionarci come il centro Longevity Wellness di riferimento, uscendo dai soliti schemi. Il nuovo marchio e la piattaforma web bucano letteralmente lo schermo, comunicando innovazione pura.

LOWE

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Con tre enoteche in Costa Smeralda avevamo bisogno di un punto d'incontro online che rendesse giustizia alle nostre etichette. Ora chi cerca il vino giusto trova subito la strada di casa.

In Vino Veritas

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Un gestionale per la ristorazione e l'hospitality deve essere un aiuto concreto tra i tavoli, non un impiccio informatico. Questo software ci ha svoltato l'organizzazione interna, azzerando gli errori e facendoci lavorare con la testa libera.

hoopit

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Domande frequenti.

Sì, ed è il prodotto che regge meglio: pesa poco per bottiglia, dura, ha un nome che chi è stato a Bosa cerca. Il negozio si fa sulle scorte vere di una vendemmia, con la spedizione a peso scritta prima del carrello, sei bottiglie in una scatola che regge il corriere, e il pagamento con carta. Chi ha bevuto in cantina ricompra a Natale.

È un lavoro a mano con pezzi pochi e diversi: il negozio è un catalogo di pezzi singoli, ognuno con la sua foto e la sua misura, che sparisce quando è venduto in bottega. Costa più da fotografare che da costruire, e per un laboratorio conviene partire con venti pezzi buoni, non con duecento.

Fra sei e dieci settimane, e a decidere è quanto materiale hai già. Le tariffe del corriere e i pagamenti si configurano in pochi giorni. Fotografare, misurare e descrivere i pezzi è il lavoro lungo: chi comincia a luglio, con la bottega aperta e la luce buona, arriva pronto a novembre.

Sì, e nella Planargia intera. Il negozio si costruisce e si prova da remoto; in paese si viene per le fotografie e per contare quello che c'è davvero in cantina o in laboratorio, che è la mezza giornata più utile del progetto.

Non ancora, e lo scriviamo. Il negozio online l'abbiamo costruito per Nanumoru, un birrificio che vende a distanza la scatola da sei; le etichette di sei vini con un segno solo le abbiamo disegnate per Cantine Nuraghe Antigori. A una cantina di Malvasia servono tutte e due, con un nome più raro da far trovare.