E-commerce a Carbonia e nel Sulcis, per il Carignano che parte

E-commerce
Il Sulcis ha un problema che è un'opportunità: i suoi prodotti sono più famosi del posto. Il Carignano sta nelle carte dei ristoranti di mezza Italia, il tonno di Carloforte lo conoscono a Torino, la bottarga viaggia. Chi li cerca online, però, trova le enoteche e le gastronomie del continente che li rivendono, perché le cantine e i produttori di Carbonia, Santadi, Sant'Antioco e Calasetta il negozio online non l'hanno, e il margine del rivenditore resta al rivenditore.
Il vino: a peso, prima del carrello
Una cantina del Sulcis ha le scorte di una vendemmia e un prodotto che viaggia bene. Il negozio si comincia dalla bilancia: prima le tariffe vere del corriere per una, tre e sei bottiglie, Italia e Germania, scritte nella scheda prodotto; poi il catalogo con le annate, il Carignano riserva e il rosato, le scorte contate; poi Stripe e la scatola da sei che regge il corriere, che è packaging e sta nello stesso progetto. Chi ha bevuto in cantina o al ristorante cerca il nome e ricompra a Natale: il negozio è per lui, prima che per chi non conosce il Carignano.
Il fresco: il freddo e i giorni giusti
Il tonno in conserva, il pane pistoccu e la bottarga stagionata viaggiano soli. I formaggi, il tonno fresco e i prodotti del caseificio vogliono il freddo, un corriere che lo garantisce e le partenze dal lunedì al mercoledì, per non passare il weekend fermi in un magazzino. Il negozio lo sa e lo dice: il fresco si ordina fino a martedì e parte mercoledì, il resto sempre. Vale per un produttore di Carbonia come per uno di Carloforte, nel settore cantine e food.
Il calendario: il negozio va online a settembre, dopo la stagione e prima di Natale, con la mail a chi ha comprato d'estate.
Carbonia è una città nata per una miniera, e la mentalità si vede: qui si vende all'ingrosso, al bar, al ristorante, al rivenditore, e il privato che ordina una scatola sembra poca cosa. Sui numeri di un anno non lo è, perché paga alla consegna il prezzo pieno e ritorna a dicembre, mentre il rivenditore tratta lo sconto e ordina una volta.
Quanto costa un e-commerce a Carbonia, e da cosa dipende
Dipende quasi tutto dalla temperatura. Un negozio che spedisce solo roba che regge lo scaffale, vino, conserve, pistoccu, ha un impianto solo: fasce di peso, corriere, carrello. Appena entra il fresco ne servono due, con giorni di partenza separati, imballo isotermico messo a prezzo, una finestra d'ordine scritta in chiaro e un magazzino che sa quando fermarsi. È la stessa differenza che passa fra una vendemmia e una stagionatura, ed è la voce che nel Sulcis pesa di più. Poi contano quante referenze davvero vanno online, perché un produttore che ne mette quindici vende meglio di uno che ne mette ottanta, e quanti mercati esteri servono subito. Il listino non lo pubblichiamo: la realizzazione di un e-commerce a Carbonia per una cantina con sei etichette e per un caseificio che spedisce fresco tre giorni a settimana sono due progetti con due conti. Il preventivo online dà la cifra di partenza; quella vera arriva dopo aver visto cosa produci e come lo imballi oggi.
Cosa portiamo nel Sulcis
A Carbonia non abbiamo ancora un progetto, e lo diciamo. Il mestiere del prodotto sardo che si vende lontano lo portiamo con Nanumoru, che ha costruito il negozio attorno alla confezione da sei invece che al singolo pezzo. Il fresco è l'altra metà del lavoro, e la trattiamo come una spedizione a parte: giorni, imballo e costo scritti prima che il cliente ordini. Sono i due mestieri che un e-commerce del Sulcis chiede quasi sempre insieme.
Qui WooCommerce copre il caso di Carbonia quasi sempre: cataloghi corti, regole di spedizione scritte a mano, il sito che resta tuo. Il servizio e-commerce porta le stesse cose in ogni caso: Stripe, la spedizione nella scheda, gli accessi tuoi. La SEO porta chi cerca «Carignano cantina» e non l'enoteca di Milano.
Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città e del Sulcis sta nella pagina Carbonia, le isole in quella di Sant'Antioco e Carloforte.
Parola ai clienti.
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Domande frequenti.
Dalle tariffe del corriere: una, tre e sei bottiglie per l'Italia e per la Germania, scritte nella scheda prima del carrello. Poi il catalogo con le annate e le scorte vere di una vendemmia, la scatola che regge il viaggio, il pagamento con carta. La grafica arriva per ultima.
Il tonno in conserva viaggia da solo; il fresco, i formaggi e la bottarga vogliono il freddo e un corriere che lo garantisce, con le partenze nei giorni giusti per non passare il weekend in un magazzino. Il negozio lo sa: vende il fresco dal lunedì al mercoledì e il resto sempre, e il costo del freddo lo scrive nella scheda, non lo fa scoprire alla cassa.
La prima voce è la temperatura. Un catalogo che viaggia a temperatura ambiente si mette online con poca spesa; aggiungere il fresco vuol dire un secondo sistema di spedizione, giorni di partenza, imballo isotermico e regole scritte, e il conto cambia. Il listino non lo pubblichiamo: il configuratore dà una cifra di partenza in sette passi.
Sì, in tutto il Sulcis Iglesiente. Il negozio si costruisce da remoto e si prova insieme; in azienda si viene per le fotografie e per pesare davvero le confezioni, perché le tariffe del corriere si scrivono sui pesi reali, non su quelli di listino.
Non ancora, e lo scriviamo. Il nostro e-commerce di riferimento è Nanumoru: sei birre e una scatola che il cliente compone da solo. Nel Sulcis si aggiunge il fresco, e il suo conto lo mettiamo in chiaro prima di cominciare.






























































































































