Packaging ed etichette a Porto Torres, per il cartone che parte in nave

Le sei bottiglie Nanumoru in fila sul bancone, con il foglio strappato che racconta il Nanumoru vestito di scarlatto
Da Porto Torres l'olio, il vino, il pecorino e i dolci del Sassarese partono in nave per Genova dentro un camion, e arrivano in un magazzino dove nessuno sa chi li ha fatti. Il primo pezzo che il rivenditore tocca è il cartone, e spesso è neutro, con un adesivo della tipografia: si impila male, non dice cosa contiene e arriva in enoteca con l'aria di un pacco qualsiasi.
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Packaging ed etichette

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A Porto Torres il packaging si misura in banchina. Dal porto partono i traghetti per Genova e per Barcellona, e con loro i camion che portano sul continente i prodotti del Sassarese e della Nurra: l'olio, il vino, il pecorino, i dolci, le conserve. Il viaggio è lungo, fra stiva, magazzino e corriere, e il prodotto arriva in un posto dove nessuno sa chi l'ha fatto. La prima cosa che vede il cliente, un'enoteca di Milano o una gastronomia di Torino, non è l'etichetta: è il cartone. Il packaging a Porto Torres comincia da lì, dal pezzo che quasi tutti comprano già fatto e lasciano neutro.

Il cartone che si legge in magazzino

Il secondario ha un lavoro preciso: proteggere, impilare, farsi riconoscere da chi lo sposta. Deve dire cosa c'è dentro e quante unità sui lati, dove guarda il magazziniere; avere il verso giusto e il limite di impilamento in chiaro; reggere l'umido della stiva senza afflosciarsi. E deve portare il nome del produttore, stampato in una tinta sola e disegnato bene, perché è la prima superficie del marchio che il rivenditore tocca. Il design delle confezioni a Porto Torres lavora su questo pezzo quasi sempre dimenticato, e lo tiene semplice: un cartone standard, una fustella che esiste già, una stampa a una tinta che costa poco e cambia come arrivi.

Dentro c'è la confezione primaria. Le etichette del vino e dell'olio che partono da Porto Torres portano il nome del produttore in alto, i dati di legge al loro posto, un retro che racconta la Nurra a chi non c'è mai stato; si disegnano con il mockup in scala sulla bottiglia vera e la prova colore prima della tiratura. Per una gamma serve un segno solo che tenga tutto, come per Cantine Nuraghe Antigori, sei vini con lo stesso impianto e un metallo diverso, nel settore cantine e food.

Stintino, l'Asinara e il ricordo della giornata

Venti chilometri più in là il mercato è un altro. Chi va alla Pelosa o all'Asinara compra un ricordo della giornata, e quasi sempre trova la stessa spiaggia fotografata, lo stesso asinello bianco, la stessa ancora. Per una bottega di Stintino o per chi porta i visitatori al parco il packaging è piccolo: una shopper, un cartellino, un'etichetta per il miele o per i dolci, la maglietta dell'escursione con un segno che non sia la cartolina. Il lavoro è decidere cosa lasciare agli altri e trovare un segno che regga su un oggetto piccolo, stampato a una tinta, visto per un secondo.

A venti minuti, a Sassari, lo abbiamo fatto per LOWE: lo stesso marchio sta sulla segnaletica del centro, sul packaging, su tote bag, borracce e asciugamani, e sulla vetrina che si legge camminando. Un sistema che regge dal cartello al formato più piccolo è quello che serve a chi vende una giornata al parco e vuole che la sua maglietta si riconosca.

Quanto costa il packaging design a Porto Torres

Qui il conto parte spesso dal pezzo più economico. Un cartone standard con una stampa a una tinta costa poco, e cambia come il prodotto arriva; un cartone su misura, con la sua fustella e gli alveoli per le bottiglie, costa di più e serve quando la merce è fragile. Poi l'etichetta, con quante referenze entrano subito nel sistema; poi i pezzi per la bottega, shopper e cartellini, che sono formati standard da personalizzare. La stampa del cartone la fa un cartotecnico, quella delle etichette una tipografia: prepariamo gli esecutivi per tutti e due, e seguiamo le prove se vuoi.

La grafica delle etichette a Porto Torres non ha un listino pubblicato. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi; quella scritta arriva dopo aver visto il prodotto, il cartone che usi oggi e dove arriva.

Cosa portiamo a Porto Torres

Fra il porto e Stintino non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. A Sassari lavoriamo con LOWE, dove marchio, packaging e merchandising sono nati insieme. Sul prodotto che viaggia portiamo Nuraghe Antigori e Nanumoru, il birrificio che vende la scatola da sei e ha portato il suo bestiario fino al portellone del furgone.

Il servizio packaging ed etichette copre il primario e il secondario, dal concept agli esecutivi; per il vino e il food c'è la progettazione etichette. Il porto, il parco e la spiaggia a numero chiuso stanno nella pagina Porto Torres e Stintino; le cantine della città vicina nel packaging a Sassari.

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Domande frequenti.

Sì, se il prodotto arriva a un rivenditore: è la prima cosa che vede. Spesso basta un cartone standard stampato a una tinta, con il nome, il contenuto sui lati e il verso giusto. Il cartone su misura, con gli alveoli, serve quando la merce viaggia fragile.

Il nome del produttore in alto, prima della Sardegna; cosa c'è dentro e da dove viene; i dati di legge al loro posto; e sul retro tre righe per chi non è mai stato nella Nurra, con un QR che apre il negozio online.

Lo decidono i pezzi: cartone standard o su misura, quante etichette, quali pezzi per la bottega. La stampa la fanno il cartotecnico e la tipografia, a parte, con preventivi che vedi prima. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi.

Non ancora, e lo scriviamo. A Sassari lavoriamo con LOWE, dove il marchio sta anche su packaging e merchandising; sul prodotto che viaggia portiamo Nuraghe Antigori e Nanumoru.

Sì, e a Stintino. Il primo incontro lo facciamo in azienda, perché il cartone, la bottiglia e la linea di confezionamento vanno visti; poi si procede da remoto, in tappe brevi, con le prove spedite.