Packaging ed etichette a Budoni, per quello che torna a casa nel bagagliaio
Packaging ed etichette
A Budoni la vacanza finisce in un bagagliaio. Le famiglie che tornano ogni anno nella stessa settimana, ad Agrustos, a Tanaunella, a Ottiolu, arrivano spesso con la macchina sul traghetto e ripartono con il baule pieno: l'olio e il vino per l'inverno, il miele, il pecorino, il mirto per i vicini di casa. I produttori della Baronia conoscono bene questo mercato, perché vendono tutto nei mesi in cui la costa si riempie. Una settimana dopo, però, a Torino o a Bologna, quella bottiglia è l'unico contatto rimasto con chi l'ha fatta. Se l'etichetta dice solo «Sardegna», con il nuraghe e il mare, l'anno dopo la famiglia compra dal primo banco che trova. Il packaging a Budoni serve a farsi ritrovare.
Il nome in alto, il retro in italiano
Qui il lettore parla italiano, e questo cambia l'etichetta più di quanto sembri. Non servono tre lingue sul retro: serve spazio per dire chi sei, dove sta l'azienda, come si ordina da casa. Il nome del produttore va in alto, con un carattere disegnato bene e un segno suo, perché è la parola che la famiglia dovrà cercare a novembre. Sul retro, tre righe scritte per chi c'è stato: il podere, la strada, la spiaggia più vicina. E un QR che apre la pagina per ordinare, con la spedizione già scritta. Le etichette del vino e dell'olio di Budoni si leggono così due volte: in bottega ad agosto, e in cucina quando la bottiglia è finita.
Il metodo è quello di ogni etichetta seria: fronte e retro insieme, i dati di legge al loro posto dal primo giorno, il mockup in scala sulla bottiglia vera, la prova colore prima di stampare. Per una gamma serve un segno che tenga tutto, come il quadrato di Cantine Nuraghe Antigori, che torna su sei referenze cambiando solo il metallo, nel settore cantine e food.
La cassa da sei, pensata per il baule
Chi compra per l'inverno compra a casse. Il design delle confezioni nella Baronia comincia quindi da un cartone che si carica in macchina, si incastra sotto le valigie e regge due giorni fra traghetto e autostrada senza aprirsi. Deve avere una maniglia che non si strappa, un lato che dice cosa c'è dentro senza aprirlo, e fuori il nome del produttore, perché quel cartone resterà per mesi in garage o in cantina, sotto gli occhi di chi lo ha comprato. Per Nanumoru la scatola da sei è il modo in cui il birrificio vende: il cliente la compone da solo, e gli animali delle birre la rendono riconoscibile. È la stessa idea, portata a una cassa di olio o di vino.
Poi c'è il villaggio. Molte strutture della costa hanno un market o un angolo di prodotti locali, dove il vasetto del produttore sta accanto alle marche del supermercato. Lì l'etichetta ha un secondo per farsi scegliere, e un piccolo espositore con il segno giusto vale più di uno sconto.
Quanto costa il packaging design a Budoni
Lo fanno tre cose. La prima è il numero di pezzi: un'etichetta sola, oppure l'etichetta con la cassa, il cartellino e la scatola regalo, ognuno con la sua fustella. La seconda è la gamma: disegnare insieme l'olio, due vini e il miele costa meno che aggiungerli uno all'anno, perché la prima etichetta nasce già pensando alle altre. La terza è la tiratura, che qui è corta e stagionale: conviene la stampa digitale, senza impianti, e si ristampa a luglio se la stagione va bene.
La grafica delle etichette a Budoni non la vendiamo a listino. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi, e quella scritta arriva dopo aver visto i prodotti e le quantità dell'estate. Conviene cominciare in autunno, a stagione chiusa: il progetto chiede da due a quattro settimane, la stampa una o due in più, e a maggio le tipografie lavorano per tutta la costa.
Cosa portiamo a Budoni
A Budoni non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo una volta. Il lavoro più vicino sta dieci chilometri a nord: Ambra Holiday Rooms, otto alloggi fra San Teodoro e Porto San Paolo con la prenotazione diretta, che è un sito e non un'etichetta, ma parla alle stesse famiglie che tornano. Sul prodotto confezionato portiamo Nuraghe Antigori e Nanumoru: una gamma che si legge come una famiglia e una scatola che il cliente compone.
Il percorso completo sta nella pagina packaging ed etichette; per il vino, l'olio e il food c'è la progettazione etichette. Il mercato delle famiglie che tornano è raccontato nella pagina Budoni, la Gallura del Vermentino in quella del packaging a Olbia.
Domande frequenti.
Di solito no: qui la clientela è in gran parte italiana, e un retro in italiano scritto per chi c'è stato vale più di tre lingue. Se il prodotto va anche in un'enoteca di Olbia o parte per la Germania, la seconda lingua si prevede nel layout dall'inizio, non dopo.
La decidono quanti pezzi servono oltre all'etichetta, quante referenze entrano insieme e la tiratura, che qui è corta e si stampa in digitale. La stampa si paga alla tipografia, a parte. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi.
Non ancora nel comune, e lo scriviamo. Dieci chilometri a nord abbiamo fatto Ambra Holiday Rooms, fra San Teodoro e Porto San Paolo; sul packaging portiamo Nuraghe Antigori, sei etichette con un segno solo, e Nanumoru, la scatola da sei che il cliente compone.
Sì, la Baronia è un mercato solo: produttori dell'interno che vendono d'estate sulla costa. Il primo incontro lo facciamo in azienda, perché la bottiglia, il vasetto e il cartone vanno visti e toccati; poi si procede da remoto, in tappe brevi.
Sì, ed è il motivo del QR sul retro: apre la pagina per ordinare, con la spedizione già scritta. Se il negozio online non c'è ancora, nasce nello stesso progetto dell'etichetta, e la cassa per il corriere si disegna insieme a quella per il baule.























































































































