Packaging ed etichette a Santa Teresa Gallura, per chi riparte verso Bonifacio

Progetti del settore.
A Santa Teresa Gallura il prodotto attraversa le Bocche. Il traghetto per Bonifacio parte più volte al giorno, e una parte di chi compra in paese è francese o corso: prende il Vermentino, il miele, i dolci, il pecorino in una bottega del centro e la sera stessa è dall'altra parte. Su quella tavola il prodotto sardo trova i suoi cugini, perché in Corsica si fanno il Vermentinu, i formaggi di pecora, il miele di macchia, e un corso li conosce meglio di noi. Un'etichetta che dice solo «Sardegna», con il faro e il granito rosa, lì non si distingue. Il packaging a Santa Teresa Gallura serve a dire la differenza in francese, a chi è abituato a scegliere.
L'etichetta in francese, scritta e non tradotta
Il retro di un prodotto che parte per la Corsica si scrive in francese da chi lo parla, con le parole che un francese usa per il vino e per il cibo, non con la traduzione automatica. Il fronte invece resta semplice: il nome del produttore in alto, con un segno suo, e il vitigno o il prodotto leggibili da un metro. Le etichette del vino a Santa Teresa Gallura hanno un lavoro in più: spiegare in tre righe cosa rende il Vermentino di Gallura diverso da quello che il cliente beve a casa. È l'unica DOCG della Sardegna, cresce sul granito e nel vento, e porta il nome di una cantina: sono tre cose che un corso non trova sulla sua bottiglia, se l'etichetta gliele dice.
Il metodo resta quello di sempre: fronte, retro e capsula insieme, i dati di legge al loro posto, il mockup sulla bottiglia vera, la prova colore prima della tiratura. Per Cantine Nuraghe Antigori sei referenze stanno insieme con un segno solo, un quadrato dentro un quadrato, e il nome del vino in corsivo in alto: un impianto che non cambia mai, dove a variare sono la carta e il metallo, nel settore cantine e food.
Il resort, la bottega, la scatola per il traghetto
Chi ospita a Santa Teresa ha un packaging suo: il regalo in camera, la bottiglia con il nome della struttura, la shopper della boutique. Punta Falcone Resort è un quattro stelle del paese, e per loro abbiamo disegnato il marchio: il falco in un tratto solo, che regge da simbolo isolato nelle misure piccole, e una palette documentata in CMYK ed esadecimale. È un'identità già pronta per la stampa, e da lì una confezione nasce senza reinventare niente.
Per la bottega il design delle confezioni a Santa Teresa Gallura pensa al viaggio corto: una scatola da due o tre bottiglie che si porta a mano sul traghetto, regge un'ora di mare e arriva intera sul tavolo; una shopper con il segno del negozio; un cartellino in due lingue che dice cosa c'è dentro. Il QR sul retro apre il negozio online in francese, per chi vuole ricomprare da Bonifacio o da Lione.
Quanto costa il packaging design a Santa Teresa Gallura
Lo decidono le lingue prima delle finiture. Un retro in francese scritto bene è un testo in più da far stare nello stesso rettangolo, e va pensato dall'inizio; due lingue su un'etichetta piccola chiedono una gerarchia decisa al millimetro. Poi conta quante referenze entrano subito, perché una gamma si disegna una volta e le declinazioni costano meno; e contano i pezzi oltre l'etichetta, la scatola da portare a mano, il cartellino, la shopper, ognuno con il suo esecutivo. Le finiture, l'oro a caldo, la carta goffrata, si mettono quando il prezzo a scaffale le regge.
La grafica delle etichette a Santa Teresa Gallura non ha un listino pubblicato: il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi, quella scritta arriva dopo aver visto il prodotto e le lingue che deve parlare. Si progetta d'inverno, con la tiratura pronta per Pasqua, quando comincia la stagione.
Cosa portiamo a Santa Teresa Gallura
In paese lavoriamo con Punta Falcone Resort: marchio, sito con la prenotazione diretta e social, non ancora il packaging, e lo diciamo. Sulla confezione portiamo Nuraghe Antigori e Nanumoru, sei birre con un animale ciascuna e la scatola da sei che il cliente compone: due modi di farsi riconoscere prima che qualcuno legga il nome.
Il servizio packaging ed etichette copre il percorso fino alla prima tiratura; per il Vermentino e il food c'è la progettazione etichette. Il paese e le sue lingue sono raccontati nella pagina Santa Teresa Gallura; l'interno del Vermentino nel packaging a Tempio Pausania.
Domande frequenti.
Se il prodotto riparte per la Corsica o per la Francia, sì, e scritto da chi parla francese: poche righe, ma con le parole giuste per il vino e per il cibo. La seconda lingua si prevede nel layout dall'inizio; aggiungerla dopo vuol dire rimpicciolire tutto il resto.
Dicendo quello che il Vermentinu di casa sua non ha: il nome della cantina, la denominazione, che è l'unica DOCG dell'isola, il granito e il vento su cui cresce. Tre righe sul retro e un segno suo sul fronte, non il faro di tutti.
Lo decidono le lingue, le referenze e i pezzi oltre l'etichetta: la scatola da portare a mano sul traghetto, il cartellino, la shopper. Le finiture vengono dopo, e solo se il prezzo le regge. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi.
Sì, Punta Falcone Resort, per cui abbiamo fatto marchio, sito e social; il packaging non ancora. Sulla confezione portiamo Nuraghe Antigori, sei vini con un segno solo, e Nanumoru, la scatola da sei che il cliente compone.
Sì: la costa è la stessa, e la stagione pure. Il primo incontro lo facciamo in bottega, in cantina o in struttura, in bassa stagione; poi si procede da remoto, con le prove di stampa spedite.






















































































































