Packaging ed etichette a Villasimius, accanto ai cinque stelle e all'area marina

Le sei bottiglie Nanumoru in fila sul bancone, con il foglio strappato che racconta il Nanumoru vestito di scarlatto
A Villasimius la confezione di un hotel piccolo, di un ristorante o di un diving si misura con quella dei grandi resort di Capo Boi e di Timi Ama, e con un'area marina protetta che l'ospite ha appena visto dalla barca. La scatola di plastica e il sacchetto lucido stonano due volte: accanto al lusso vero, e davanti al mare che tutti sono venuti a vedere.
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Packaging ed etichette

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A Villasimius il packaging si guarda con due metri di confronto. Il primo sono i grandi resort di Capo Boi e di Timi Ama, dove l'ospite trova in camera prodotti firmati e scatole pensate. Il secondo è il mare: l'area marina protetta di Capo Carbonara, Porto Giunco, Punta Molentis, lo stagno di Notteri con i fenicotteri, che chi è venuto qui ha appena visto da una barca che non può ancorare dove vuole. Un hotel di venti camere, un ristorante, un diving che vendono o regalano qualcosa con il loro nome stanno fra questi due giudizi. Il packaging di un hotel a Villasimius deve reggere il paragone con i cinque stelle e non stonare con il mare.

Il materiale è metà del disegno

Qui la scelta del materiale è parte del progetto, non un dettaglio di stampa. Un cartoncino naturale, una carta che si ricicla senza separare niente, un vasetto di vetro con un'etichetta di carta, una shopper di stoffa che l'ospite riusa a casa: in un paese che vive di un'area marina protetta sono scelte che si notano, e raccontano la struttura meglio di una frase sul sito. Alcune plastiche monouso sono vietate da anni in tutta Europa; il resto lo decide chi ci lavora. Il packaging sostenibile a Villasimius non è un'etichetta verde attaccata sopra: è il design delle confezioni che parte da cosa resta dopo, cosa si butta, dove, e cosa invece si tiene.

Il resto è lo stesso mestiere che serve ovunque: il segno della struttura al posto giusto, senza l'effetto finto lusso; la carta scelta in mano; la stampa provata con il mockup in scala e la prova colore. Una carta naturale beve l'inchiostro e ammorbidisce i contorni, quindi il segno si adatta prima, non dopo. Per Rosella Corda, una linea di cosmesi sarda dal 1994, i flaconi bordeaux e oro sono fotografati su marmo e fra le palme, e ogni cartellino dice la materia prima, rosa canina o camomilla: è il tipo di prodotto che un hotel mette in bagno, presentato in un modo che regge accanto ai cinque stelle.

Il regalo della settimana e il vassoio del weekend

Villasimius ha due clienti, e il packaging li serve in modo diverso. Lo straniero della settimana arriva con la prenotazione fatta a gennaio, e il giorno della partenza porta via un regalo: il vino, l'olio, i dolci in una scatola che regge l'aereo e dice il nome della struttura. Il cagliaritano del weekend è a cinquanta minuti da casa e compra altro: il vassoio della pasticceria, la bottiglia per la cena, la confezione del ristorante da portare via. Per il primo serve la scatola da viaggio con il retro in inglese e in tedesco; per il secondo il sacchetto e il vassoio con il segno giusto, che finiscono sul tavolo di un amico a Cagliari. Le etichette che vanno in valigia si scrivono in più lingue, quelle del weekend in italiano, e vanno dritte al punto.

Quanto costa il packaging design a Villasimius

La cifra la fanno i materiali più del disegno. Una carta naturale, un cartoncino riciclato, una shopper di stoffa costano in modo diverso da una scatola patinata, e vanno provati prima di ordinarli. Poi contano i pezzi, la scatola regalo, la shopper, il cartellino, l'etichetta dei prodotti, ognuno con il suo esecutivo, e le lingue del retro. Una struttura con un marchio già documentato parte avanti; una che non ce l'ha lo disegna nello stesso progetto, prima della confezione.

La grafica delle etichette a Villasimius non ha un listino. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi; quella scritta arriva dopo aver visto la struttura, i prodotti e le quantità della stagione. Si progetta in bassa stagione, per avere tutto pronto prima delle prenotazioni di primavera.

Cosa portiamo a Villasimius

A Villasimius non abbiamo ancora un cliente, e lo scriviamo. Il lavoro più vicino per mestiere è Punta Falcone Resort, un quattro stelle di Santa Teresa con il marchio e la palette documentati in CMYK, pronti per la stampa. Sul packaging portiamo Rosella Corda, Istedda Gioielli, con scatole, shopper e cartellini disegnati insieme al marchio, e Cantine Nuraghe Antigori, sei vini con un segno solo.

Il servizio packaging ed etichette copre il percorso dal concept agli esecutivi; per il vino e il food c'è la progettazione etichette. Il mercato del sud-est, con i suoi due pubblici, sta nella pagina Villasimius; chi produce fra Cagliari e il Campidano trova il suo nel packaging a Cagliari.

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Domande frequenti.

Quello che si ricicla senza separare niente, o che l'ospite tiene: cartoncino naturale, carta, vetro con etichetta di carta, stoffa. Alcune plastiche monouso sono già vietate in tutta Europa; per il resto si decide guardando cosa resta dopo. Il segno si adatta alla carta, e si prova su quella.

Sì, se non li imita. Vince con la cura: un segno pulito, la carta giusta, un prodotto dell'isola scelto bene e il nome della struttura dove serve. Il finto lusso si riconosce in un secondo, e accanto a quello vero perde sempre.

Lo decidono i materiali, i pezzi e le lingue: una carta naturale, una shopper di stoffa, una scatola regalo con il retro in tre lingue sono voci diverse. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi.

Non ancora, e lo scriviamo. Portiamo Punta Falcone Resort, un quattro stelle di Santa Teresa con il marchio pronto per la stampa; Rosella Corda per la cosmesi; Istedda Gioielli per scatole, shopper e cartellini.

Sì, è lo stesso sud-est di mare. Il primo incontro lo facciamo in struttura, in bassa stagione, perché la camera, la boutique e il banco vanno visti; poi si procede da remoto, con i campioni di carta spediti.