Packaging ed etichette a Sinnai, per le piccole produzioni della collina
Packaging ed etichette
Il packaging a Sinnai riguarda soprattutto chi produce poco e bene. Le campagne attorno al paese, fra la piana del Campidano e le prime colline dei Sette Fratelli, sono di vigne, olivi e mandorli, e ci lavorano aziende piccole, spesso di famiglia, che fanno qualche centinaio di bottiglie d'olio, qualche migliaio di vino, qualche quintale di mandorle. Vendono in azienda, alle fiere, a qualche gastronomia o enoteca di Cagliari, sempre più spesso online. In tutti questi posti la confezione è la prima cosa che si vede, e a volte l'unica.
L'etichetta che parla quando non ci sei
Chi compra in azienda ti ha davanti, sente la storia, assaggia. Chi compra in una bottega di Cagliari o su un sito vede solo la bottiglia. L'etichetta deve fare il lavoro che faresti tu: dire chi sei, da dove viene il prodotto, perché vale quello che costa. Il packaging design a Sinnai parte da qui, da cosa raccontare in uno spazio grande come una mano: il nome in alto e leggibile, un segno riconoscibile, l'origine scritta senza giri di parole, la collina, l'annata, la cultivar.
Poi vengono le informazioni obbligatorie, che per l'olio, il vino e gli alimenti sono tante e cambiano da prodotto a prodotto. Non le scriviamo noi: le date voi o il vostro consulente, e noi le impaginiamo perché si leggano senza rubare il posto al nome. La grafica delle etichette a Sinnai è anche questo lavoro di ordine, poco visibile e indispensabile.
Una linea, non dieci prodotti sparsi
Molte aziende arrivano con un'etichetta diversa per ogni prodotto, fatta in anni diversi da persone diverse. Il lavoro più utile è tenerle insieme: un segno solo, una struttura comune, una variante di colore o di illustrazione per ogni prodotto. Così sullo scaffale la linea si riconosce da lontano, e chi ha comprato l'olio riconosce il vino. Per Cantine Nuraghe Antigori sei vini stanno sotto un segno unico; per Nanumoru sei birre si distinguono per un animale ciascuna dentro lo stesso sistema.
Le etichette dei prodotti di Sinnai devono reggere anche il viaggio: una confezione regalo con olio e mandorle, una cassetta da tre bottiglie, una scatola che porta un cestino di giunco fino alla penisola senza schiacciarlo. Il design delle confezioni a Sinnai pensa alla spedizione dal primo schizzo, perché un pacco rotto cancella tutto il resto.
Il cestino come confezione
C'è una tentazione che vale la pena discutere: usare il cestino del paese, su strexu 'e fenu, come confezione regalo. Può funzionare, per una produzione piccola e un prezzo alto, se il cestino è fatto davvero da un'artigiana di Sinnai e lo si dice. Non funziona come decorazione stampata su una scatola di cartone: chi conosce l'originale se ne accorge, e chi non lo conosce non capisce. È una scelta da fare con l'artigiana, non sul computer.
Quanto costa il packaging design a Sinnai
Meno di quanto si teme, perché le tirature sono piccole e si stampano in digitale. Il cuore del lavoro è il segno e la struttura dell'etichetta; poi ogni prodotto in più è una variante, ogni formato un esecutivo. Cambia la cifra se il marchio va fatto da capo, o se entra una confezione regalo con una scatola da progettare. Il preventivo online dà una cifra di partenza; quella scritta arriva dopo aver visto i prodotti, le bottiglie e i vasetti che usate oggi.
Cosa portiamo a Sinnai
Nel comune non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. Sul packaging portiamo Cantine Nuraghe Antigori e Nanumoru, e le confezioni di Istedda Gioielli e di Rosella Corda, prodotti fatti a mano dove la scatola fa parte del regalo. Il settore di riferimento è cantine e food.
Il servizio packaging ed etichette va dal segno all'esecutivo per la tipografia; per le sole etichette c'è la progettazione etichette. Il mercato del comune sta nella pagina Sinnai, quello di chi produce attorno al capoluogo nel packaging a Cagliari.
Domande frequenti.
Dipende da quanti prodotti e da quanti formati. Un'etichetta per una bottiglia d'olio con la sua variante per la latta è un lavoro piccolo; una linea con olio, vino, mandorle e una confezione regalo è un sistema. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette domande.
Sì, anzi conta di più. Chi produce poco vende quasi tutto a mano, in azienda, alle fiere, in poche botteghe, e l'etichetta è l'unica cosa che parla quando non ci sei. Le tirature piccole si stampano in digitale, senza minimi d'ordine pesanti.
Dipende dal prodotto: per l'olio, il vino e gli alimenti le regole sono diverse, e cambiano anche con il canale di vendita. Le informazioni obbligatorie ce le date voi o il vostro consulente; noi le impaginiamo in modo che si leggano e non rubino il posto al nome.
Non ancora nel comune, e lo scriviamo. Sul packaging portiamo Cantine Nuraghe Antigori, sei vini con un segno solo, Nanumoru, birre artigianali, e le confezioni di Istedda Gioielli e Rosella Corda.























































































































