Packaging ed etichette a Quartu Sant'Elena, per la scatola che gira la città
Packaging ed etichette
A Quartu Sant'Elena il packaging gira la città. Settantamila abitanti, un'economia di negozi, pasticcerie, pizzerie da asporto, gastronomie e panifici, e un litorale da Margine Rosso a Flumini che d'estate si riempie: il prodotto esce dalla porta in una scatola, in un vassoio, in un sacchetto, e arriva a casa di qualcuno, a una festa, in spiaggia. È la confezione più vista della città, e quasi sempre è quella del grossista, neutra, con un adesivo messo a mano. Intanto a dieci minuti c'è Cagliari, con le stesse pizze e gli stessi dolci. Il packaging a Quartu serve a far ricordare il nome a chi ha già mangiato, perché la volta dopo cerchi te e non «pizzeria vicino a me».
La scatola, il vassoio, il sacchetto
Sono formati standard, ed è la buona notizia: non servono fustelle nuove né tirature enormi. La scatola della pizza si compra già fatta e si stampa a una o due tinte; il vassoio dei dolci si chiude con una carta e un'etichetta; il sacchetto del pane ha un timbro o un adesivo. Il lavoro è disegnare il segno che ci va sopra e farlo reggere su un cartone ondulato che beve l'inchiostro, a una tinta, visto dall'alto su un tavolo o sul sedile di un motorino. Il packaging da asporto a Quartu è quasi tutto qui: pochi pezzi, stampati bene, che si vedono ogni sera.
Sopra vanno le informazioni che servono davvero: il nome, il telefono, il numero per ordinare su WhatsApp o il QR della pagina per l'asporto, scritti grandi, perché la scatola resta in cucina e qualcuno la guarderà la settimana dopo. Per il vassoio della pasticceria vale la regola dei regali: si apre davanti agli ospiti, e l'etichetta che lo chiude è la prima cosa che si vede. Il design delle confezioni a Quartu Sant'Elena lavora su questi dettagli piccoli, che si ripetono ogni giorno.
Il prodotto confezionato, sullo scaffale di quartiere
Poi ci sono quelli che confezionano: la pasticceria che vende i dolci sardi in scatola, il laboratorio di pasta fresca, la gastronomia con il sugo in vasetto. Lì serve un'etichetta vera, con gli ingredienti e gli allergeni al loro posto, la scadenza leggibile, il nome in alto. Le etichette dei prodotti di Quartu Sant'Elena stanno spesso sullo scaffale del supermercato di quartiere, accanto ai marchi nazionali, e hanno tre secondi per farsi scegliere. Per Nanumoru sei birre si riconoscono da lontano grazie a un animale ciascuna: una linea di dolci o di sughi si tiene insieme allo stesso modo, un segno solo e una variante per prodotto, nel settore cantine e food.
Quanto costa il packaging design a Quartu Sant'Elena
Meno di quanto si pensa, se il lavoro resta sui formati standard. Il disegno del segno e la sua versione a una tinta per il cartone sono il cuore del progetto; poi ogni pezzo in più, il vassoio, l'etichetta di chiusura, il sacchetto, l'adesivo, è un esecutivo semplice. La stampa delle scatole la fa lo scatolificio, con minimi d'ordine suoi; quella delle etichette una tipografia, anche in piccole tirature digitali. Cambia la cifra se il marchio va rifatto da capo, e cambia se entrano prodotti confezionati con un retro da impaginare.
La grafica delle etichette a Quartu Sant'Elena non ha un listino pubblicato. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi; quella scritta la mandiamo dopo aver visto il banco e i pezzi che escono ogni giorno. Qui non c'è stagione: si parte quando serve, e un sistema per l'asporto è pronto in poche settimane.
Cosa portiamo a Quartu Sant'Elena
In città non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. Nell'area di Cagliari lavoriamo da anni: Ichnova è un progetto cagliaritano, un sito e non una confezione. Sul packaging portiamo Nanumoru, la scatola da sei e le etichette di un birrificio, e Cantine Nuraghe Antigori, sei vini con un segno solo. Per chi fa asporto, la confezione e la pagina che prende l'ordine nascono insieme, e il QR sulla scatola porta lì: il resto della ristorazione sta nella pagina ristoranti.
Il servizio packaging ed etichette va dal segno all'esecutivo per lo scatolificio; per i prodotti confezionati c'è la progettazione etichette. Il mercato della città sta nella pagina Quartu Sant'Elena, quello di chi produce fra Cagliari e il Campidano nel packaging a Cagliari.
Domande frequenti.
Sì, ed è il pezzo che rende di più: si stampa a una o due tinte sul cartone standard, con il segno, il nome e il numero per ordinare. Lo scatolificio ha minimi d'ordine suoi, che guardiamo insieme prima di decidere quanti formati personalizzare.
Se il segno che hai regge a una tinta su un cartone che beve l'inchiostro, no. Se ha sfumature, dettagli fini o cinque colori, va semplificato, e a volte ridisegnato. Si prova sul cartone vero, visto dall'alto, prima di ordinare le scatole.
Dipende da quanti pezzi escono dalla porta, scatola, vassoio, sacchetto, etichetta, e se c'è un prodotto confezionato con il retro da impaginare. I formati standard costano poco da personalizzare. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi.
Non ancora nel comune, e lo scriviamo. Nell'area di Cagliari sì, con Ichnova; sul packaging portiamo Nanumoru, la scatola da sei e le etichette di un birrificio, e Nuraghe Antigori, sei vini con un segno solo.
Sì, è la stessa area, e per come lavoriamo è Cagliari. Il primo incontro lo facciamo in negozio o in laboratorio, dove si vedono il banco e i pezzi che escono ogni giorno; poi si prosegue da remoto.























































































































