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Packaging ed etichette a Tempio Pausania, per uno scaffale di Amburgo

L'arcata con il ritratto in bianco e nero di una donna che si applica la crema, il monogramma RC con il quadrifoglio e la scritta dal 1994, e la gamma su marmo dentro la cornice bianca
Il Vermentino di Gallura, il sughero da regalo, il miele del Limbara partono da Tempio e arrivano su uno scaffale di Amburgo o di un'enoteca di Bologna senza nessuno accanto: l'etichetta è l'unica voce, e quella fatta in tipografia con il granito, il campanile e il font degli anni novanta dice un paese che il cliente non conosce e non dice il nome della cantina che il cliente cercherà.
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Packaging ed etichette

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A Tempio Pausania l'etichetta parla a chi non sa dov'è Tempio. Il Vermentino di Gallura sta nelle enoteche di Bologna e negli scaffali di Amburgo, il sughero da regalo parte con il turista di agosto, il miele del Limbara si vende per posta, e nessuno di questi prodotti ha accanto qualcuno che racconti il granito, i boschi di sughere, i vigneti a seicento metri. C'è l'etichetta, e quella fatta in tipografia con il campanile, il granito e il font degli anni novanta dice un paese che il cliente non conosce, e non dice il nome della cantina, che è l'unica cosa che il cliente cercherà quando vorrà ricomprare.

Il Vermentino: il nome, il retro in tedesco, il QR

Le etichette del Vermentino di Gallura si disegnano per l'enoteca e per lo scaffale di Amburgo: il nome della cantina in alto, con un carattere disegnato bene e un segno suo, non la Gallura di tutti; il vitigno, l'annata, la denominazione leggibili da un metro; sul retro tre righe in italiano e in tedesco che dicono i vigneti in quota e la vendemmia, e un QR che apre la scheda sul negozio online, in tedesco, con la spedizione già scritta. Fronte, retro e capsula si disegnano insieme, con i dati di legge al posto giusto, il mockup in scala sulla bottiglia vera e la prova colore prima della tiratura; per tre etichette, il superiore, il base e il frizzante, un segno solo come il quadrato d'oro di Cantine Nuraghe Antigori, che tiene sei vini cambiando solo il metallo, nel settore cantine e food. La scatola da sei che regge il corriere fino in Germania è la seconda etichetta, e si disegna insieme alla prima.

Il sughero da regalo, il miele, la linea

Un sugherificio che vende oggetti, sottobicchieri, borse, tappi da tavola, ha un packaging che è quello che resta dopo il regalo: l'astuccio, il cartellino, il sacchetto con il segno dell'azienda e tre righe sul sughero di Calangianus, come per Istedda Gioielli, un prodotto artigiano con la sua scatola, nel retail. Il design delle confezioni in sughero ha una regola sua: il materiale assorbe, la superficie non è uniforme, i dettagli fini si perdono, quindi il disegno nasce per la serigrafia o per il marchio a caldo e si prova sul pezzo vero, non si adatta da un file fatto per la carta. Per il miele del Limbara e i prodotti dell'interno il cartellino deve spiegarsi da solo: cosa, chi, da dove, con lo stesso segno su tutta la linea e un colore per referenza, come per Nanumoru, dove ogni birra ha il suo animale.

Quanto costa un'etichetta per il Vermentino

Lo decide prima di tutto il materiale. Una carta vergata o una carta naturale assorbono e ammorbidiscono i contorni, una patinata tiene il dettaglio e riflette, il sughero e il legno chiedono un'altra tecnica: il packaging design a Tempio Pausania comincia scegliendo il supporto, perché è quello che decide cosa il disegno può permettersi e quanto costa provarlo. La prova si fa sul materiale vero, e in questa zona serve più che altrove, perché qui il materiale è spesso il prodotto.

Poi contano le quantità e la gamma. Le etichette di un vino a Tempio Pausania si stampano in tirature medie, dove l'offset con una tinta piatta batte il digitale; gli oggetti di sughero si fanno in serie corte, dove conviene il contrario. Chi ha tre referenze le disegna insieme e paga il sistema una volta; chi ne aggiunge una all'anno paga ogni volta il pensiero. La grafica delle etichette in Gallura non la vendiamo a listino: il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi, quella scritta arriva dopo aver visto il prodotto, il supporto e la tipografia con cui stampi.

Il calendario: le etichette si disegnano dopo la vendemmia, con la tiratura pronta per l'annata nuova; gli astucci e le scatole prima di Natale.

Cosa portiamo in Gallura

A Tempio non abbiamo ancora un cliente, e lo scriviamo. La prova più utile a una cantina di qui è Nuraghe Antigori: sei referenze e due formati di bottiglia tenuti da un quadrato che torna in due misure, e due bottiglie ottagonali che rinunciano all'etichetta grande perché il segno regge da solo sul vetro. Chi ha un Vermentino base, un superiore e un frizzante ha lo stesso problema, e la risposta non è disegnare tre etichette, è disegnarne una che sa diventare tre. Il servizio packaging ed etichette è lo stesso ovunque: dal concept al file esecutivo per la tipografia, mockup in scala, prova colore, file aperti tuoi. Il marchio che sta sull'etichetta e il negozio online in tedesco nascono nello stesso progetto.

Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città e dell'interno sta nella pagina Tempio Pausania, la costa in quella di Olbia.

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Domande frequenti.

Il nome della cantina in alto, con un segno suo e non la Gallura di tutti; il vitigno, l'annata, la denominazione leggibili; sul retro tre righe in italiano e in tedesco, e un QR che apre la scheda sul negozio online con la spedizione verso la Germania già scritta. Fronte, retro e capsula insieme, prova colore prima di stampare.

L'astuccio del sughero da regalo è quello che resta dopo il regalo, e si disegna con il segno dell'azienda; i cartellini del miele e dei prodotti del Limbara devono spiegarsi da soli in tre righe: cosa, chi, da dove. Per una linea, un segno solo e un colore per referenza.

Sì, con i limiti del materiale: il sughero assorbe, la superficie non è uniforme e i dettagli fini si perdono, quindi il disegno va pensato per la serigrafia o per il marchio a caldo, non adattato da un file nato per la carta. La prova si fa sul pezzo vero prima della serie.

Dal materiale più che dal formato: carta vergata, carta naturale, sughero, legno e cartoncino si comportano in modo diverso in stampa e vanno provati. Poi contano quante referenze e quanti pezzi. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi, il preventivo vero arriva dopo aver visto il prodotto.

Non ancora. Portiamo Nuraghe Antigori, sei etichette con un quadrato d'oro che cambia solo il metallo; Nanumoru, ogni birra con il suo animale; Istedda Gioielli per la scatola di un prodotto artigiano.