Packaging ed etichette a Sassari, con il mockup in scala e la prova colore

Progetti del settore.
Nel Sassarese il prodotto è giusto e la confezione lo tradisce. Il Moscato e il Cannonau della Romangia, i dolci di mandorla di Ozieri, l'olio della Nurra, il pecorino del Logudoro sono fatti bene e confezionati in fretta: l'etichetta decisa in tipografia in un pomeriggio, con il template, il font che c'era e la foto del paese, e sullo scaffale dell'enoteca di via Roma, accanto ai marchi che hanno un ufficio grafico, non si vede. Il packaging a Sassari serve a dare al prodotto la confezione che merita, con un metodo che parte dallo scaffale e finisce alla tipografia.
Dal bozzetto all'esecutivo
Il lavoro comincia dallo scaffale dove il prodotto starà: cosa c'è accanto, i colori, le altezze, i nomi, e cosa lasciare agli altri. Poi il segno e il nome del produttore leggibile da tre metri, il colore che regge sotto il neon, e il mockup in scala che si porta in negozio e si guarda da un metro e da tre. Fronte, retro e capsula o tappo si disegnano insieme, con i dati di legge al posto giusto; la prova colore si fa prima della tiratura, perché il rosso sullo schermo e il rosso sulla carta sono due rossi; il file esecutivo va alla tipografia che scegli, con le fustelle e i profili giusti, e i file aperti restano tuoi, così l'annata nuova non ricomincia da capo. È il lavoro fatto per Cantine Nuraghe Antigori, sei vini con un quadrato d'oro che cambia solo il metallo, nel settore cantine e food.
La linea, la scatola, e quello che resta
Una linea di prodotti si disegna come una famiglia: lo stesso segno, la stessa griglia, un colore per referenza, così sullo scaffale si vede che sono tuoi prima di leggere, come per Nanumoru, dove ogni birra ha il suo animale. La scatola che viaggia, da tre o da sei, regge il corriere e si vede sul tavolo di chi la riceve; per il fresco vale il lavoro fatto per Caseificio Deidda, con la confezione che tiene il freddo e dice la data. Per chi vende nel retail e nel wellness la scatola è la cosa che resta dopo il regalo, come per Rosella Corda e Istedda Gioielli.
Non c'è stagione: il packaging si fa prima della produzione, con la vendemmia per il vino, la frangitura per l'olio e Natale per i dolci.
Cosa portiamo a Sassari
In città lavoriamo con LOWE. Il servizio packaging ed etichette è lo stesso ovunque: dal concept al file esecutivo, mockup in scala, prova colore, file aperti tuoi. Il marchio che sta sull'etichetta e il negozio online nascono nello stesso progetto.
Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città sta nella pagina Sassari, la Riviera a mezz'ora in quella di Alghero.
Parola ai clienti.
A Sassari volevamo posizionarci come il centro Longevity Wellness di riferimento, uscendo dai soliti schemi. Il nuovo marchio e la piattaforma web bucano letteralmente lo schermo, comunicando innovazione pura.
LOWE
Domande frequenti.
Dal bozzetto all'esecutivo: si guarda lo scaffale dove starà il prodotto, si decide cosa lasciare agli altri, si disegna il segno e il nome leggibile da tre metri, si fa il mockup in scala e lo si porta in negozio, poi fronte, retro e capsula con i dati di legge, la prova colore e il file per la tipografia che scegli.
Un'etichetta con fronte, retro e capsula è un lavoro di poche settimane; una linea di più referenze con la scatola che viaggia è un altro. Il configuratore online dà una cifra di partenza in sette passi; il preventivo vero lo scriviamo dopo aver visto il prodotto e la tipografia. I file aperti restano tuoi.
In città lavoriamo con LOWE. Il packaging l'abbiamo fatto per Nuraghe Antigori, sei etichette con un segno solo; Nanumoru, ogni birra con il suo animale; Caseificio Deidda per il fresco che viaggia; Rosella Corda e Istedda Gioielli per scatole che restano.












































