Gestione social media a Nuoro, per chi produce in Barbagia e vende lontano
Social media
A Nuoro il cliente il posto non lo vede. Chi compra un pecorino di Barbagia, un Cannonau di Mamoiada o un tessuto fatto a telaio sta a Torino, a Berlino, a Londra, e spesso è un sardo che vive fuori e cerca il sapore di casa. Non verrà a vedere il pascolo né la sala di stagionatura: li vedrà sul profilo, se il profilo li mostra. Quasi sempre mostra un'etichetta su fondo bianco, un nuraghe preso da internet e un post a Natale. In Barbagia la storia è il prodotto, e la gestione social media a Nuoro serve a raccontarla a chi sta dall'altra parte del mare, dodici mesi l'anno.
Il pascolo, la sala, le mani
Il contenuto la Barbagia ce l'ha già, e non sta in nessun archivio. Il gregge all'alba, il latte che entra in caseificio, la forma girata a mano, le scaffalature con le date sopra, la vendemmia sotto il Supramonte, il telaio con il filo teso. Le riprese si fanno da te, in due o tre giornate nell'anno scelte sul lavoro e non sul meteo; il piano del mese, che approvi prima che esca, distribuisce il materiale, e ogni post dice chi c'è dietro: il nome, la famiglia, gli anni di mestiere. Chi paga un formaggio di Barbagia più di quello del supermercato paga questo, e deve vederlo. È il lavoro fatto per Nanumoru, dove le foto in bianco e nero della sala cottura dicono che dietro la bottiglia c'è un posto vero, con persone vere, nel settore cantine e food.
I contenuti social di un caseificio di Nuoro devono anche spiegare, perché chi ordina da lontano ha dubbi che in bottega nessuno ha. Cosa cambia fra una forma fresca e una stagionata, perché il Fiore Sardo si affumica, come si conserva a casa, come arriva in agosto. Un video di un minuto che risponde a queste domande vale più di dieci foto belle, perché toglie il motivo per non ordinare. La gestione di Instagram a Nuoro, per un produttore, è metà racconto e metà risposta.
Il calendario rovesciato
A Nuoro non si pubblica per l'estate. Il calendario è quello dei prodotti e delle feste: la vendemmia, Cortes Apertas che d'autunno apre i cortili dei paesi e porta gente che poi segue il profilo, la corsa ai regali di Natale, i fuochi di Sant'Antonio e i Mamuthones a Mamoiada a gennaio. D'estate si rallenta, e per il fresco il profilo dice quando le spedizioni si fermano per il caldo, prima che qualcuno lo chieda. Il social media marketing in Barbagia lavora soprattutto fra ottobre e dicembre: le campagne su Facebook e Instagram portano il post della scatola di Natale a chi ha già guardato, a chi ha comprato l'anno prima, a chi ha assaggiato in un cortile a novembre. Le risposte ai messaggi arrivano in giornata, e a fine mese il report dice quanti ordini sono partiti dal profilo.
Un social media manager a Nuoro lavora anche per la città, che non è solo il capoluogo dei produttori: è la casa di Grazia Deledda, il museo d'arte, un centro culturale che d'inverno ha il suo pubblico. Uno studio, una libreria, un ristorante del centro parlano a chi abita qui, con un piano più semplice e le stesse regole.
Quanto costa la gestione social a Nuoro
Il conto lo fanno tre voci, e la distanza entra come giornata, non come chilometri. Le riprese: due o tre uscite nell'anno, legate al lavoro, messe insieme quando si può per più aziende vicine, un caseificio di Orgosolo e una cantina di Oliena nella stessa trasferta. Il ritmo: più alto in autunno, più basso d'estate, e il canone può seguirlo. Le lingue: spesso solo italiano, a volte inglese o tedesco per chi spedisce fuori dall'Italia. Le campagne sono una voce separata, con un canone di gestione fisso e il budget che va tutto a Meta. Il listino non lo pubblichiamo: la cifra di partenza la dà il preventivo online in sette passi, quella scritta arriva dopo il primo incontro, che facciamo in caseificio o in cantina.
Cosa portiamo a Nuoro
In Barbagia non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. Portiamo i social di chi vende un prodotto a distanza: Nanumoru, sei birre con un animale ciascuna e la scatola che il cliente compone da solo; Rosella Corda, una linea di cosmesi di famiglia dal 1994 con le materie prime scritte sul cartellino. E le etichette di Cantine Nuraghe Antigori: un segno solo che tiene insieme sei vini, la stessa coerenza che serve a una griglia. Il servizio social media è lo stesso ovunque, e il negozio online che riceve l'ordine nasce nello stesso progetto.
Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città e dei paesi attorno sta nella pagina Nuoro.
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Domande frequenti.
Il lavoro, con chi lo fa: il gregge all'alba, il latte che entra, la forma girata a mano, la sala di stagionatura, la vendemmia sotto il Supramonte. Con il nome e la famiglia, perché chi paga un formaggio di Barbagia più di quello del supermercato paga quello, e deve vederlo.
Dodici mesi, con il calendario rovesciato: si gira in vendemmia e nei mesi della produzione, si spinge d'autunno con Cortes Apertas, il picco è Natale. D'estate si rallenta, e per il fresco il profilo dice quando le spedizioni si fermano per il caldo.
Le voci sono le giornate di riprese, due o tre nell'anno e legate al lavoro, il ritmo, più alto in autunno, e le lingue se spedisci all'estero. La distanza entra come giornata, non come chilometri. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi.
Sì, ed è il modo giusto di organizzarsi: una cantina di Oliena e un caseificio di Orgosolo stanno nella stessa trasferta, e a ciascuno la giornata costa una parte. Il primo incontro lo facciamo da te, perché il prodotto va visto dove nasce.
No, e questa pagina lo dice. Portiamo i social fatti per chi vende un prodotto a distanza, Nanumoru e Rosella Corda, e le etichette di Cantine Nuraghe Antigori, un segno solo che tiene insieme sei vini.































































































































