Creazione logo e brand identity a Nuoro, per un prodotto che sta sullo scaffale a Torino
Branding e logo
A Nuoro il marchio si giudica su uno scaffale a Torino. Il pecorino di Barbagia, il Cannonau di Oliena, i dolci di Tonara, i coltelli di Pattada, i tessuti di Samugheo si vendono lontano, in gastronomie, enoteche e negozi dove stanno accanto a marchi che hanno un ufficio grafico, e chi compra non assaggia: guarda l'etichetta. Un prodotto buono con un segno fatto in tipografia, con il nuraghe, i quattro mori e il font gotico, sembra un prodotto vecchio, e resta sullo scaffale.
Il nome, non la Sardegna
Su uno scaffale di prodotti sardi il nuraghe ce l'hanno tutti, e dieci nuraghi si confondono. Il marchio di un produttore della Barbagia deve dire chi è lui: il nome, il paese, una cosa sua, con un carattere disegnato bene e un segno che si ricorda. La Sardegna la dice il prodotto. È il lavoro fatto per Cantine Nuraghe Antigori, sei vini biologici tenuti insieme da un segno solo che regge su sei etichette diverse, e per Nanumoru, un birrificio che si racconta sull'etichetta e sulla scatola da sei. Tre o quattro direzioni, scelte insieme in caseificio o in cantina, e un marchio solo.
La creazione di un logo a Nuoro parte quasi sempre da una fotografia che chiediamo al produttore: lo scaffale dove il prodotto sta già, o starà, con i vicini dentro l'inquadratura. È il modo più rapido per capire quali colori sono occupati e quale spazio è rimasto libero.
Quanto costa un logo a Nuoro
Dipende quasi solo da quante cose deve vestire, e per un produttore quelle cose sono le referenze. Disegnare il segno è lo stesso lavoro per chiunque, e sono poche settimane; poi il conto si muove con i formati: un caseificio con la forma intera, il mezzo e il sottovuoto ha tre etichette, una cantina con quattro vini ne ha quattro più le capsule, e chi aggiunge la linea da regalo a novembre ne ha un'altra serie ancora. Pesa anche la stampa, perché un'etichetta in serigrafia e una in digitale chiedono file preparati in modo diverso, e pesa la registrazione del marchio per chi vende in Germania o in Svizzera, dove il nome va difeso prima di spedire. Il naming lo tocchiamo di rado da queste parti: il nome esiste già, spesso è un cognome, e va solo scritto bene. Un listino sul sito non lo mettiamo, perché darebbe una cifra sbagliata a tutti e due i casi. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi; il numero vero lo scriviamo dopo aver visto i prodotti e i formati.
Dall'etichetta alla scatola che parte
Per chi produce, l'identità non finisce nel logo: continua sull'etichetta, sulla confezione, sulla scatola che viaggia fino alla gastronomia, sul banco della fiera, sul profilo che il buyer guarda prima di chiamare. Il packaging si fa nello stesso progetto, con lo stesso segno e gli stessi colori con i codici per la stampa, così l'etichetta del pecorino e la scatola dei dolci sembrano della stessa azienda. Per un artigiano, un coltellinaio, un tessitore, vale il lavoro fatto per Istedda Gioielli: marchio, scatola e profili insieme, nel retail. Per gli studi e le imprese della città il marchio sta sull'insegna e sulla targa, come per Francesco Piras e Green Tech Costruzioni.
Il calendario per chi produce è quello del prodotto: il marchio si fa dopo l'estate, e a novembre etichette e scatole sono pronte per Natale e per la vendemmia nuova.
Cosa portiamo in Barbagia
A Nuoro non abbiamo ancora un progetto, e lo scriviamo. Il servizio branding e logo è lo stesso: ricerca sullo scaffale dove starà il prodotto, direzioni, un marchio scelto con i file in tutti i formati, il manuale, tutto tuo senza canoni, nel settore cantine e food. Il sito web e il negozio online nascono con lo stesso segno.
Uno studio grafico a Nuoro, in città, quasi non si trova, e chi produce in Barbagia finisce per rivolgersi al tipografo o a chi gli ha fatto il volantino della sagra. Noi lavoriamo da remoto con un incontro in azienda, e la distanza da Cagliari o da Olbia non cambia niente: quello che cambia le cose è vedere il prodotto, i formati e lo scaffale dove andrà a finire.
Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città e della Barbagia sta nella pagina Nuoro.
Parola ai clienti.

Sanluri non è solo un cantiere. È la prima dimostrazione che in Sardegna si può costruire diversamente — più velocemente, più sostenibile, più sicuro.
Green Tech Costruzioni
Raccontare la Sardegna senza cadere nei soliti cliché turistici era la nostra vera sfida. Questo marchio e l'identità visiva che abbiamo costruito col team hanno una forza pazzesca e respirano l'anima autentica dell'isola.
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Avevamo bisogno di una piattaforma sarda di listing che mettesse in risalto sia gli alloggi che le esperienze locali, dando visibilità ai proprietari senza tariffe capestro. Con Avoy abbiamo lo strumento giusto: veloce, strutturato per categorie e senza commissioni folli che strangolano il business.
AVOY
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In Vino Veritas
Un gestionale per la ristorazione e l'hospitality deve essere un aiuto concreto tra i tavoli, non un impiccio informatico. Questo software ci ha svoltato l'organizzazione interna, azzerando gli errori e facendoci lavorare con la testa libera.
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Domande frequenti.
Ce li hanno tutti, ed è questo il problema: sullo scaffale di una gastronomia dieci prodotti sardi con lo stesso nuraghe si confondono. Il segno di un produttore di Barbagia deve dire chi è lui, non che è sardo: la Sardegna la dice il prodotto, il marchio dice il nome.
Il marchio in tutte le versioni e nei formati per chi stampa le etichette e le scatole; i colori con i codici per la stampa; i caratteri con le licenze; l'etichetta e la confezione disegnate insieme al segno, se servono, con il packaging nello stesso progetto; un manuale breve. Tutto tuo, senza canoni.
Il segno costa uguale ovunque: quello che cambia il conto è quante referenze deve reggere. Un produttore con un formato solo spende una frazione di chi ha otto prodotti, tre formati di confezione e la linea da regalo. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi, poi ne parliamo al telefono senza costo.
Sì, e nel resto della provincia. Il lavoro si fa quasi tutto a distanza, ma il primo incontro conviene farlo in azienda, in caseificio o in cantina: si guardano il prodotto, i formati e le etichette dei concorrenti, e da lì si capisce cosa serve davvero.
Non a Nuoro. Per lo stesso problema, un prodotto buono da vendere lontano, portiamo Cantine Nuraghe Antigori, sei vini tenuti insieme da un segno solo; Nanumoru, un birrificio che si racconta sull'etichetta; Istedda Gioielli, un prodotto artigiano con marchio, scatola e profili.































































































































