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Gestione social media a Iglesias, per chi viene per le miniere e resta a dormire

La vetrina del negozio con i ritratti di campagna, il portachiavi e la scatola nera con la penna, il catalogo e la shopper bianca con i fiori
A Iglesias le foto di Porto Flavia e di Masua le scattano i visitatori, e non taggano nessuno: il B&B del centro, la guida che li ha portati in galleria, il ristorante dove hanno cenato restano fuori dalla foto. Chi decide da fuori se fermarsi una notte guarda i loro profili e trova un'offerta vecchia. E qui un budget speso male pesa più che altrove.
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Social media

Le sei famiglie di formato del sistema social, affiancate con le loro misure e i loro numeri

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A Iglesias il contenuto lo fanno gli altri. Porto Flavia sospesa sul mare, il Pan di Zucchero visto da Masua, le gallerie con il casco, il centro medievale con le mura: chi viene per le miniere scatta, pubblica, e non tagga nessuno. Il B&B dove ha dormito, la guida che lo ha portato sottoterra, il ristorante dove ha cenato restano fuori dalla foto. Poi un altro visitatore, da Milano o da Lione, decide se fermarsi una notte o fare la gita in giornata da Cagliari, apre i loro profili e trova un'offerta vecchia. La gestione social media a Iglesias serve a entrare in quella foto, e a far restare una notte in più.

Entrare nella foto degli altri

Il primo lavoro non costa riprese: è mettersi dove i visitatori già pubblicano. La geolocalizzazione di Porto Flavia, di Masua, di Nebida e del centro storico; gli hashtag che la gente usa davvero; una casella che risponde, e il permesso chiesto per ripubblicare la foto di chi ha dormito da te, con il suo nome sotto. È materiale vero e dice la cosa che conta: qui sono state persone come te, e sono state bene. Poi le riprese da te, una giornata in primavera: la colazione, la camera, la guida con il casco all'ingresso della galleria, il tavolo in una piazzetta del centro. Il piano del mese, che approvi prima che esca, mette insieme le due cose. La gestione di Instagram a Iglesias, fatta così, vive più di quello che arriva che di quello che si produce.

Due pubblici, e la Settimana Santa

D'estate il pubblico è in spiaggia, a Fontanamare, a Nebida, a Cala Domestica, e cerca la sera dove cenare e la mattina se c'è posto per la visita: le storie del giorno, geolocalizzate, lavorano più dei post. D'inverno il pubblico è in città, e il profilo di un bar o di un negozio del centro parla a chi abita qui, con gli orari e le novità. In mezzo c'è la Settimana Santa, che porta a Iglesias gente che il resto dell'anno non c'è, e che si prepara un mese prima, con rispetto per i riti: dove dormire, dove mangiare, a che ora passano le processioni. Il social media marketing nell'Iglesiente regge su questo calendario, non su quello della costa nord.

I contenuti social di un B&B di Iglesias funzionano quando rispondono a chi sta decidendo: quanto dista Porto Flavia, come si prenota la visita, dove si lascia la macchina in centro, cosa è aperto a novembre. Un video di un minuto con queste risposte vale più di dieci tramonti sul Pan di Zucchero, che sono uguali a quelli di tutti. Per chi vende visite ed esperienze vale il lavoro fatto per Sarda Trips: un'identità che regge senza la fotografia di spiaggia che hanno tutti, fino ai post social.

Il costo di un social media manager a Iglesias

Qui ogni euro si conta due volte, e il costo di un social media manager a Iglesias si decide per iscritto prima di cominciare. Le voci sono tre. I canali: uno fatto bene vale più di tre aperti e lasciati. Le riprese: una giornata all'anno può bastare, se il resto lo portano le foto dei visitatori e le storie che giri tu dal telefono, che noi montiamo. Le risposte ai messaggi, che d'estate crescono e non si possono lasciare a domani. Le campagne su Facebook e Instagram sono una voce separata, con un canone fisso e il budget che va tutto a Meta, e qui partono piccole, solo quando il profilo ha qualcosa da mostrare. Il preventivo online dà una stima in sette passi, da mettere accanto a quello che puoi spendere prima di decidere.

Cosa portiamo a Iglesias

A Iglesias non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. Per un profilo fatto con poco materiale e un'idea forte c'è Rosella Corda, cosmesi sarda, dove nove pubblicazioni viste insieme compongono un disegno e ognuna regge da sola; per un prodotto che si racconta Nanumoru, nel settore cantine e food. Il servizio social media resta lo stesso: piano che vedi prima, riprese da te, pubblicazione e risposte, un report a fine mese, profili tuoi.

Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città e del parco sta nella pagina Iglesias, il Sulcis a sud in quella di Carbonia.

DICONO DI NOI

Parola ai clienti.

Nel mondo degli yacht charter bilingue, la prima impressione sul web vale tutto. Ora la nostra piattaforma è veloce, elegante e fornisce tutti i dettagli tecnici che servono per far salire a bordo i clienti senza pensieri.

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Sanluri non è solo un cantiere. È la prima dimostrazione che in Sardegna si può costruire diversamente — più velocemente, più sostenibile, più sicuro.

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General contractor, Sardara

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Volevamo che la nostra suite beauty trasmettesse eleganza e relax fin dal primo istante. Con questa nuova identità e il sistema di prenotazione integrato, i clienti entrano già con la giusta predisposizione al benessere.

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Nel nostro ristorante a Olbia la cura per la cucina va di pari passo con l'esperienza del cliente. Tra menu digitale e prenotazioni smart, chi viene a trovarci si gode la cena senza intoppi fin dalla scelta del tavolo.

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Il nostro studio fisico a Porto Cervo aveva bisogno di un sito che fosse tanto curato quanto le nostre sale. Adesso la gestione degli orari e dei corsi è fluida, e chi entra online si ritrova immerso nella nostra stessa atmosfera.

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I nostri allestimenti floreali vivono di dettagli e di un impatto estetico immediato. Avere una gallery digitale così curata ci permette di mostrare subito il nostro valore ai clienti, che spesso ci affidano carta bianca.

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Nel nostro poliambulatorio di Palau gestiamo pazienti di ogni nazionalità, per cui l'accoglienza multilingua in ben otto lingue è vitale. Avere un sito perfettamente strutturato ha azzerato qualsiasi malinteso e velocizzato l'accesso alle visite.

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Raccontare la Sardegna senza cadere nei soliti cliché turistici era la nostra vera sfida. Questo marchio e l'identità visiva che abbiamo costruito col team hanno una forza pazzesca e respirano l'anima autentica dell'isola.

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Gestire otto alloggi tra San Teodoro e Porto San Paolo senza regalare fior di quattrini alle grandi piattaforme di prenotazione sembrava un'utopia. Da quando abbiamo il nostro canale diretto, i margini sono tornati a respirare e gli ospiti arrivano da noi senza intermediari.

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Avevamo bisogno di una piattaforma sarda di listing che mettesse in risalto sia gli alloggi che le esperienze locali, dando visibilità ai proprietari senza tariffe capestro. Con Avoy abbiamo lo strumento giusto: veloce, strutturato per categorie e senza commissioni folli che strangolano il business.

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A Sassari volevamo posizionarci come il centro Longevity Wellness di riferimento, uscendo dai soliti schemi. Il nuovo marchio e la piattaforma web bucano letteralmente lo schermo, comunicando innovazione pura.

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Con tre enoteche in Costa Smeralda avevamo bisogno di un punto d'incontro online che rendesse giustizia alle nostre etichette. Ora chi cerca il vino giusto trova subito la strada di casa.

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Un gestionale per la ristorazione e l'hospitality deve essere un aiuto concreto tra i tavoli, non un impiccio informatico. Questo software ci ha svoltato l'organizzazione interna, azzerando gli errori e facendoci lavorare con la testa libera.

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Prima di lanciare l'app per i corsi di Pilates tra Porto Cervo e il digitale perdevamo ore a coordinare chat e telefonate. Ora le clienti gestiscono le lezioni live e l'on-demand in autonomia, e noi riusciamo finalmente a goderci il lavoro.

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Lanciare un e-commerce di streetwear sostenibile con il print-on-demand era una scommessa complessa. Adesso lo shop gira alla perfezione, le grafiche risaltano al massimo e possiamo concentrarci solo sulla creatività senza lo stress delle scorte in magazzino.

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Nel nostro lavoro il soccorso stradale non ammette attese e l'officina deve essere sinonimo di totale affidabilità. Avere un punto di riferimento digitale così diretto ci permette di far trovare ai clienti esattamente la serietà che mettiamo ogni giorno sulla strada.

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Come studio creativo eravamo stanchi di avere un'immagine poco curata. Finalmente abbiamo un sito e un portfolio all'altezza delle nostre capacità, che parlano chiaro a chiunque voglia fare sul serio.

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Domande frequenti.

Da un canale solo, tenuto bene, quasi sempre Instagram per chi ospita e Facebook per chi lavora con la città. Una giornata di riprese in primavera, le storie che giri tu dal telefono, le foto dei visitatori ripubblicate con il permesso. Il perimetro si fissa per iscritto prima di partire, con quello che entra e quello che no.

Sì, chiedendo il permesso e mettendo il nome di chi le ha fatte. È materiale vero, gratuito, e dice a chi guarda che qui sono state persone come lui. Il lavoro è far sì che ti taggino: la geolocalizzazione giusta, un profilo che risponde, un invito scritto in camera o sul conto.

Il conto si fa su tre voci: i canali, le giornate di riprese e il tempo delle risposte ai messaggi, che d'estate cresce. Le campagne sono una voce separata e qui partono piccole. Il preventivo online dà una stima in sette passi, da confrontare con il tuo budget prima di decidere.

Sì, per chi viaggia la costa da Fontanamare a Buggerru è una strada sola, e le riprese si organizzano in una giornata per più attività vicine. Il primo incontro lo facciamo da te, in centro o sulla costa.

Non ancora, e lo diciamo. Per lo stesso mestiere portiamo i social di Rosella Corda, fatti con poco materiale e un'idea forte, quelli di Nanumoru per un prodotto che si racconta, e il marchio di Sarda Trips per chi vende esperienze.