Gestione social media a Oristano, fra la Sartiglia, il Sinis e i mesi in mezzo

Social media
A Oristano il calendario lo scrivono due immagini. A febbraio la Sartiglia, con su Componidori che corre verso la stella; a luglio il mare di Is Arutas, con i chicchi di quarzo. Le fotografano tutti, e sono le stesse per tutti. La cantina di Vernaccia, la peschiera di Cabras, l'agriturismo nel Sinis, il B&B del centro pubblicano in quelle due settimane e poi tacciono. Negli altri mesi, quando la bottarga si compra per Natale e il viaggio lento nel Sinis si decide ad aprile, il profilo è fermo. La gestione social media a Oristano serve ai mesi in mezzo, che sono quasi tutti.
Il lavoro che nessuno fotografa
Le foto della Sartiglia ce le ha tutta la provincia; quelle della tua peschiera no. Il contenuto che distingue un'azienda dell'Oristanese sta nel lavoro: le reti in laguna la mattina, la bottarga che si sala e si asciuga, la botte di Vernaccia che riposa anni in cantina, il riso della piana, il latte che entra in caseificio ad Arborea. Le riprese si fanno da te, in due o tre giornate nell'anno scelte sulla lavorazione; il piano del mese, che approvi prima che esca, le distribuisce, e ogni post dice chi c'è dietro e perché quella bottarga costa quello che costa. Un social media manager a Oristano comincia da qui, non dal tramonto.
I contenuti social delle cantine di Oristano hanno un tema che nessun altro vino dell'isola ha: la Vernaccia è un vino che aspetta. Un profilo che mostra le botti, gli anni, il colore che cambia, spiega a chi non l'ha mai bevuta perché dovrebbe provarla, e a chi l'ha assaggiata in vacanza dove ricomprarla. È il lavoro fatto per Nanumoru, che sui social racconta il birrificio con le foto in bianco e nero della sala cottura e una coppia di post per ogni birra, nel settore cantine e food.
Due picchi, e il viaggio lento
Il pubblico del profilo cambia con i mesi. A gennaio si prepara la Sartiglia: la sala che si prenota, il menu dei giorni del carnevale, la camera per chi viene a vederla. Da marzo si parla a chi pianifica il Sinis da Milano o da Monaco: Tharros al tramonto, i fenicotteri negli stagni, i giganti di Mont'e Prama nel museo di Cabras, le uscite in laguna e il surf a Putzu Idu, in italiano e in inglese. D'estate le storie del giorno. Da ottobre il prodotto: la bottarga, la Vernaccia, la scatola di Natale, con le campagne su Facebook e Instagram che riportano il post a chi ha già guardato o comprato.
Il social media marketing nel Sinis funziona quando un agriturismo non vende la spiaggia, che si vende da sola, ma la settimana intorno: dove si mangia, cosa si vede quando c'è maestrale, cosa è aperto a maggio, quanto si cammina da Tharros a San Giovanni. Le risposte ai messaggi arrivano in giornata, e a fine mese il report dice cosa ha portato notti, tavoli e ordini. La gestione di Instagram a Oristano, per chi ospita, è questo: il viaggio lento spiegato bene.
I prezzi della gestione social a Oristano, voce per voce
Un listino non c'è, perché due aziende vicine comprano cose diverse. Le voci sono quattro. Le giornate di riprese, legate alla lavorazione o alla stagione: una peschiera ne vuole una in laguna, un agriturismo una in primavera e una d'estate. I canali: Instagram per chi vende fuori, Facebook per chi lavora con la città e con il pubblico della Sartiglia. Le lingue: l'inglese per il Sinis, spesso nient'altro. Il ritmo, che ha due picchi e si paga come tale, non come dodici mesi uguali. Le campagne hanno un canone di gestione fisso e il budget va tutto a Meta. La cifra di partenza la dà il preventivo online in sette passi, quella scritta arriva dopo il primo incontro, che facciamo da te.
Cosa portiamo a Oristano
Nell'Oristanese non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. Per i social portiamo Nanumoru e Rosella Corda, una linea di cosmesi sarda il cui profilo faceva da catalogo; per il vino le etichette di Cantine Nuraghe Antigori e il sito di In Vino Veritas, con oltre 650 etichette. Il servizio social media è lo stesso ovunque: il piano del mese si approva prima, i messaggi hanno risposta in giornata, il report arriva a fine mese.
Il preventivo online dà una cifra in sette passi; il mercato della città, del Sinis e della Vernaccia sta nella pagina Oristano.
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Domande frequenti.
Serve se la si usa per quello che è: le settimane in cui l'Oristanese ha gli occhi addosso. La corsa la fotografano tutti; un'azienda pubblica la sua parte, la sala piena la sera, la camera per chi viene a vederla, la bottiglia sul tavolo del carnevale. Si prepara a gennaio, non il giorno prima.
Il lavoro che nessun altro può fotografare: le reti in laguna, la bottarga che si sala e si asciuga, la botte di Vernaccia che riposa anni. Con il nome di chi lo fa, e il perché del prezzo. Si gira durante la lavorazione e si spinge da ottobre, per i regali.
Le voci sono le giornate di riprese, legate alla lavorazione o alla stagione, i canali, le lingue, di solito l'inglese per chi ospita nel Sinis, e un ritmo con due picchi. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi; quella scritta arriva dopo il primo incontro.
Sì, veniamo noi dove c'è l'azienda: in peschiera, in cantina, in agriturismo, al caseificio. Le riprese si organizzano in una giornata per più attività vicine, e per chi vende il Sinis il piano tiene insieme la laguna, il mare e il paese.
Non ancora, e lo scriviamo. Portiamo i social fatti per chi vende un prodotto, Nanumoru e Rosella Corda, le etichette di Cantine Nuraghe Antigori e il sito di In Vino Veritas, che porta il vino al cliente finale.























































































































