Sviluppo app a Bosa, per l'albergo diffuso e la cantina di Malvasia

Sviluppo app
A Bosa lo sviluppo app è quasi sempre una cosa piccola fatta bene. Il paese non ha catene né grandi resort: ha l'albergo diffuso con le camere sparse nelle case colorate sotto il castello Malaspina, B&B di tre stanze, il noleggio dei kayak sul Temo, cantine di Malvasia che aprono per le degustazioni. Nessuno di loro ha bisogno di un'app da scaricare dagli store. Hanno bisogno che le cose che oggi passano dal telefono del titolare succedano da sole: la strada fino alla porta giusta, l'orario del kayak, il nome di chi ha comprato sei bottiglie ad agosto.
Chi arriva qui, spesso tedesco o olandese, ha scelto il posto con calma e lo vuole trovare come l'ha immaginato. Il primo momento in cui il paese lo delude è di solito il più banale: la sera, in un vicolo, con il telefono in mano e nessuno che risponde.
Cinque case, nessuna reception
In un albergo diffuso le camere stanno in edifici diversi del centro storico, e la reception sta in una di queste o non c'è. L'app parte da qui. Prima dell'arrivo l'ospite riceve, nella sua lingua, il percorso a piedi dal parcheggio fino alla sua casa, il codice o la cassetta delle chiavi, l'orario e il posto della colazione, le regole della casa. Il check-in lo fa dal telefono, con i documenti che la struttura deve comunicare alla Questura, e chi gestisce li ritrova in ordine senza ricopiarli. È lo schema del Guest Portal di AVOY, con il QR per il check-in e le regole della casa, e del suo channel manager, che tiene i calendari allineati con Airbnb e Booking.
Dietro, il gestionale per albergo diffuso a Bosa tiene quello che l'ospite non vede: quale casa si libera domani, in che ordine si puliscono, chi ha chiesto la culla, quale ospite parte presto e deve lasciare le chiavi dove. La squadra lo apre dal telefono, fra un vicolo e l'altro, e spunta la casa quando è pronta.
Il kayak sul Temo e la degustazione in cantina
Il noleggio sul fiume e la cantina che apre per le degustazioni vendono la stessa cosa: pochi posti a un'ora precisa. Una web app a Bosa basta per venderli senza telefonate: il cliente vede gli slot liberi di oggi e di domani, prenota, paga se serve, riceve il promemoria. È il lavoro fatto per Estetica Valeria, con la prenotazione in tre passaggi, gli slot in tempo reale e i messaggi WhatsApp che partono senza che nessuno li scriva.
Per la cantina la parte che vale di più viene dopo. Chi ha fatto la degustazione ad agosto lascia un nome, una lingua, un vino preferito, e quell'archivio è il secondo reddito: a dicembre gli arriva la nuova annata, nella sua lingua, con il link per ordinarla. Il negozio è un lavoro a parte, l'e-commerce; il gestionale è il posto dove i clienti restano della cantina, nel settore cantine e food come in quello hotel e resort.
Quanto costa un'app a Bosa, e da cosa dipende
Il prezzo lo fanno le cose che devono succedere senza il titolare. L'arrivo con i messaggi e il check-in online è la parte corta; pesano il collegamento con i portali, le pulizie casa per casa, le lingue dei messaggi, l'archivio degli ospiti che serve anche l'anno dopo. Un software gestionale per una struttura di Bosa con cinque case costa più per le regole che per le camere. A Bosa conta anche quello che non facciamo: se basta il sito con la prenotazione diretta, lo diciamo prima di scrivere una riga, e il preventivo è un altro. Il preventivo online dà una cifra di partenza in pochi minuti; quella vera la scriviamo dopo aver fatto con voi il giro delle case.
Cosa portiamo a Bosa
Nella Planargia non abbiamo ancora un cliente, e lo diciamo. Portiamo AVOY, il marketplace dell'isola con il Guest Portal e il channel manager, ed Estetica Valeria, con gli slot e i messaggi automatici. A Bosa lo sviluppatore app e chi disegna le schermate sono la stessa persona, e la prima cosa che fa è il percorso dell'ospite a piedi, dal parcheggio alla porta, con la valigia. Il resto è il metodo del servizio sviluppo app: partire da come lavorate oggi, una prima versione in mano in due o tre mesi, codice e dati che restano alla struttura. Quando il nodo è l'ufficio, turni e conti, è il software su misura.
Si costruisce in autunno e si prova a Pasqua, con i primi ospiti. Il paese, dal Temo alla Malvasia, sta nella pagina Bosa.
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Domande frequenti.
Dipende da quante cose deve fare da sola: l'arrivo senza reception con i messaggi e il check-in online è un progetto; aggiungere il collegamento con i portali, le pulizie casa per casa e l'archivio degli ospiti è un altro. Per una cantina, prenotazione delle degustazioni e archivio clienti sono la parte corta. Il preventivo online dà una cifra di partenza, senza impegno.
Non ancora, e lo scriviamo. Portiamo AVOY, che ha il Guest Portal con il QR per il check-in e le regole della casa e il channel manager con Airbnb e Booking, ed Estetica Valeria, con gli slot in tempo reale e i messaggi WhatsApp che partono da soli.
Spesso no, e lo diciamo prima. Con tre camere in una casa sola basta il sito con la prenotazione diretta. L'app serve quando le case sono cinque, la reception non c'è e gli arrivi si incastrano: lì una web app che l'ospite apre da un link toglie le telefonate della sera.
Sì, ed è la prima cosa da collegare, perché con le camere sparse la doppia vendita costa due volte: all'ospite e alla casa che resta da preparare. Il calendario diventa uno, e quello che si vende su un portale sparisce dagli altri.
Sì, da Bosa Marina a Magomadas e Tresnuraghes, e lungo la costa verso Alghero. Il primo incontro lo facciamo da voi, in cantina o in una delle case; poi il lavoro va avanti da remoto, con una versione da aprire sul telefono a ogni passaggio.

























































































































