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Come scegliere una web agency: le domande da fare prima di firmare
Scegliere una web agency è difficile per un motivo semplice: il risultato si vede mesi dopo la firma. Quando arriva il sito, il preventivo è già pagato. Se le richieste non arrivano, o se per cambiare un numero di telefono serve un ticket, è tardi per accorgersene.
In questa guida mettiamo in fila le domande che faremmo noi, se fossimo dall'altra parte del tavolo. Le abbiamo raccolte in otto anni di lavoro e oltre duecento progetti. Valgono anche per noi: se una nostra risposta non ti convince, è giusto che tu vada altrove.
Prima di cercare: cosa deve fare il sito
La domanda su come scegliere una web agency viene dopo un'altra: cosa deve fare il sito per la tua azienda. Portare telefonate? Vendere? Ricevere prenotazioni in quattro lingue? Far sembrare l'azienda grande quanto è davvero?
Scrivilo in due righe prima del primo incontro. Ti serve per due ragioni. La prima: le agenzie serie partono da lì, e vedrai subito chi ti fa domande e chi ti mostra un listino. La seconda: alla fine potrai confrontare i preventivi con lo stesso metro.
Se il sito esiste già, aggiungi cosa non funziona oggi. «Non arrivano richieste» è un'informazione; «è vecchio» non lo è. Se non sai da dove partire, la nostra analisi gratuita del sito serve a questo: ti diciamo cosa c'è da salvare prima di parlare di rifarlo.
Le dieci domande da fare a una web agency
Sono le domande che separano un fornitore da un altro. Non servono competenze tecniche per farle: serve ascoltare come rispondono.
- Chi lavorerà al mio progetto, per nome? Il commerciale che vedi al primo incontro spesso non tocca il sito. Chiedi chi scrive, chi disegna, chi sviluppa, e se sono interni o esterni.
- Quali lavori avete fatto per aziende come la mia? Non serve lo stesso settore, serve lo stesso problema: vendere online, farsi trovare dai turisti, ricevere preventivi.
- Posso parlare con un vostro cliente? Chi ha clienti contenti lo propone prima che tu lo chieda.
- Cosa è compreso nel prezzo, e cosa no? Testi, fotografie, traduzioni, SEO, schede Google, formazione.
- Di chi saranno dominio, hosting, accessi e file? La risposta giusta è una sola: tuoi.
- Il sito è fatto da zero o su un tema comprato? Entrambe le cose possono andare bene. Va bene meno non saperlo.
- Come misuriamo se ha funzionato? Telefonate, richieste, vendite, prenotazioni. Non «visite», da sole.
- Cosa succede dopo il lancio? Chi aggiorna, quanto costa, in quanto tempo risponde.
- Quanto costa il sito l'anno dopo? Hosting, licenze, manutenzione, rinnovi.
- Cosa succede se un giorno voglio cambiare fornitore? È la domanda che dice di più su tutte le altre.
Una buona web agency risponde a tutte e dieci senza tecnicismi, e senza cambiare argomento. Se a una domanda la risposta è «poi vediamo», scrivi quella domanda in fondo al preventivo e chiedi che la risposta ci finisca dentro.
Leggere un portfolio senza farsi incantare
Un portfolio è fatto per piacere: mostra le immagini migliori, sullo schermo migliore. Per capire cosa c'è dietro, fai tre cose.
Apri i siti veri. Dal telefono, non dal computer. Guarda quanto ci mettono a caricarsi, se i numeri di telefono si chiamano con un tocco, se il modulo di contatto funziona.
Cerca il risultato, non solo la grafica. Un caso studio onesto dice cosa è cambiato per il cliente. Per In Vino Veritas, enoteca e ristorante su tre sedi fra Olbia e Porto Cervo, il numero che conta è uno: il 34% delle richieste che arrivano dal sito diventa una prenotazione.
Guarda se i lavori si somigliano. Se dieci siti di dieci aziende diverse hanno la stessa struttura con colori diversi, il tuo sarà l'undicesimo. Non è per forza un male, se il prezzo lo dice. Lo diventa quando si paga come un progetto su misura.
Web agency o freelance?
Dipende da quante cose servono insieme. Un freelance bravo, per un sito vetrina con testi e fotografie già pronti, è spesso la scelta più sensata: un interlocutore solo, costi più bassi, decisioni rapide.
Le cose cambiano quando il progetto tiene insieme marchio, sito, testi, SEO e campagne. Lì ogni passaggio di mano fra fornitori diversi è un punto in cui qualcosa si perde: il grafico consegna un logo che sul sito non si legge, lo sviluppatore non sa cosa deve posizionarsi, chi fa le campagne le manda su una pagina che non converte. In quel caso conta avere una squadra che lavora sullo stesso progetto, con le stesse persone dall'inizio alla fine.
La domanda giusta, fra web agency o freelance, è un'altra: chi risponde se una parte non funziona, e cosa succede se quella persona per tre settimane non c'è. Ne parliamo per i social in agenzia o freelance per i social, e per il marchio in studio grafico o agenzia di branding: il ragionamento è lo stesso.
Chi conosce il tuo mercato
Un sito per un hotel di Porto Cervo e uno per un'officina di Samassi hanno poco in comune, anche se tutti e due «sono siti». Cambiano le lingue, le stagioni, il modo in cui la gente cerca, chi sono i concorrenti che compaiono accanto a te.
Per questo, quando un'agenzia ti dice di conoscere la tua città, chiedi cosa ne sa. A Olbia il lavoro si fa su due stagioni, e chi cerca un'attività in Gallura può essere un residente come un turista tedesco o francese. A Sassari si lavora dodici mesi l'anno, l'offerta di studi, centri e negozi si somiglia, e a distinguerli resta il marchio. A Cagliari quasi tutti hanno un sito, pochi hanno un sito che porta richieste.
Abbiamo scritto quello che sappiamo di ogni zona nelle pagine per Olbia, Sassari, Cagliari e per il resto della Sardegna. Non serve che un'agenzia sia nella tua via. Serve che sappia rispondere a queste cose senza doverle cercare.
Cosa deve esserci nel preventivo
Due preventivi si possono confrontare solo se contengono le stesse cose. Prima di guardare la cifra, controlla che ognuno dica:
- le pagine: quante e quali, non «sito completo»;
- i testi: chi li scrive, e se sono pensati per le ricerche;
- le immagini: fotografie vere, archivio o nessuna;
- le lingue: quali, e chi traduce;
- la SEO di base: struttura, titoli, dati strutturati, velocità;
- le schede Google: profilo dell'attività e Search Console;
- la formazione: chi ti insegna a modificare il sito;
- i tempi: con le date in cui servono le tue risposte;
- i costi ricorrenti: hosting, dominio, licenze, manutenzione.
Se una voce manca, chiedi. Una voce che non c'è nel preventivo è una voce che si paga dopo. Per un ordine di grandezza dei prezzi, la guida su quanto costa un sito web spiega cosa li fa salire e cosa li fa scendere.
I segnali che devono farti alzare dalla sedia
Alcune frasi tornano spesso, e dicono molto.
«Ti garantiamo la prima posizione su Google.» Nessuno può. Google non vende le posizioni organiche, e chi le promette o non sa come funziona o lo sa benissimo. Si può garantire il lavoro, non il risultato.
«Il dominio lo registriamo noi, così non devi pensarci.» È comodo il giorno della firma e diventa un problema il giorno in cui vuoi cambiare fornitore. Di cosa deve restare tuo abbiamo scritto in dettaglio in WordPress o sito su misura.
«Il sito è compreso nel canone.» Un sito pagato a rate dentro un contratto di tre anni non è tuo finché il contratto non finisce, e spesso nemmeno dopo. Il sito si paga una volta; i servizi ricorrenti si pagano a parte e si possono disdire.
«Non serve che ci mandi niente, facciamo tutto noi.» Nessuno conosce la tua azienda meglio di te. Un'agenzia che non ti chiede niente scriverà testi che vanno bene per chiunque, cioè per nessuno.
Un prezzo prima delle domande. Se ricevi una cifra precisa prima che qualcuno ti abbia chiesto cosa deve fare il sito, quella cifra è di un prodotto standard. Può andare bene; basta saperlo.
Come si misura se ha funzionato
Un sito si giudica da quello che porta, e va deciso prima di cominciare cosa contare. Per un'officina sono le telefonate. Per un hotel, le prenotazioni dirette. Per un'impresa edile, le richieste di sopralluogo.
Chiedi all'agenzia come le misurerà: chiamate tracciate, moduli, conversioni collegate a Google Ads se ci sono campagne, Search Console per le ricerche. E chiedi un esempio vero. Per Your Charter, uno yacht broker di Porto Cervo, il nuovo sito ha portato le visite a +300% rispetto a prima, e 40 richieste nelle prime due settimane.
Anche la ricerca sta cambiando. Oggi una parte delle risposte arriva dall'AI Overview di Google e dagli assistenti come ChatGPT, prima ancora dei link. Per Green Tech Costruzioni abbiamo costruito il sito attorno alle domande che le persone fanno, e oggi, su «case in acciaio sardegna», l'AI Overview di Google cita loro. Chiedi alla tua agenzia come lavora su questo: se la risposta è vaga, la SEO che ti propone è quella di qualche anno fa.
Dopo il lancio: il sito è appena nato
Il giorno della messa online è il primo giorno di vita del sito, non l'ultimo del progetto. Nei mesi successivi Google lo scopre, le persone lo usano, e si vede cosa funziona.
Cosa chiedere a una web agency su questa fase: chi controlla che tutto sia indicizzato, chi corregge quello che le prime settimane mostrano, quanto costa aggiungere una pagina o una lingua, in quanto tempo rispondono a un problema. Se c'è un canone di manutenzione, chiedi cosa contiene, mese per mese. Se non c'è, chiedi quanto costa un intervento singolo.
E se stai sostituendo un sito che già portava clienti, chiedi come gestiranno i vecchi indirizzi. Ogni pagina che Google conosceva deve portare alla pagina nuova giusta: è il lavoro che separa un rifacimento che cresce da uno che riparte da zero.
Come lavoriamo noi
Per trasparenza, ecco le nostre risposte alle domande di questa guida. Lavoriamo dal 2018, in Sardegna e per clienti in Italia, con una squadra interna: strategia e sviluppo, art direction, brand identity, sviluppo creativo e un responsabile per il turismo e l'ospitalità. Chi incontri è chi lavora al progetto.
Facciamo siti web, marchi e identità visive, SEO e campagne, e li teniamo nello stesso progetto quando servono insieme. Alla consegna dominio, accessi e file sono tuoi. I nostri lavori sono tutti in lavori, con i siti veri da aprire dal telefono.
Se vuoi un'idea di spesa prima di parlarci, il preventivo online ti dà una cifra di partenza in sette passi. Se preferisci partire da una conversazione, scrivici: rispondiamo alle dieci domande anche prima che tu le faccia.
Le domande che restano.
Dal lavoro che ha già fatto per aziende simili alla tua, dalle persone che seguiranno davvero il progetto e da quello che succede dopo il lancio. Il prezzo si confronta solo alla fine, a parità di perimetro: due preventivi che non contengono le stesse cose non si possono mettere uno accanto all'altro.
Un freelance bravo va benissimo per un sito vetrina con un perimetro chiaro. Quando servono insieme marchio, sito, testi, SEO e campagne, una squadra riduce i passaggi di mano. La domanda vera è chi risponde se una delle parti non funziona, e cosa succede se quella persona non è disponibile.
Chi lavorerà al progetto, quali casi simili ha seguito, cosa è compreso nel prezzo e cosa no, di chi saranno dominio, accessi e file, come si misura il risultato e quanto costa il sito nell'anno dopo la consegna.
No. Nessuno controlla l'algoritmo di Google. Si può garantire il lavoro: struttura, contenuti, velocità, schede e misure. Chi promette una posizione precisa in una data precisa sta vendendo una cosa che non possiede.
Conta più che conosca il tuo mercato: chi sono i tuoi clienti, quando cercano, in che lingua, contro chi compari. Vicinanza e conoscenza spesso coincidono, ma non sempre. Un incontro di persona aiuta; un portfolio con lavori nel tuo settore aiuta di più.
Il sito si paga una volta e alla consegna è tuo. Manutenzione, hosting e campagne possono essere a canone, ma devono essere separati dal sito e disdicibili. Un contratto che lega il sito a un canone pluriennale non è un servizio: è una dipendenza.















































