# Siti, interfacce e landing page per SaaS e app

> Brand, interfacce, onboarding e landing page per software e piattaforme: dire quale lavoro tolgono di mezzo, prima delle funzioni. hoopit, Wonder Creators.

Pagina: https://www.studiojem.it/settori/saas/

Il prodotto funziona e nessuno capisce cosa fa: la pagina elenca funzionalità invece di dire quale lavoro toglie di mezzo, e la prova gratuita si perde in un modulo di registrazione lungo.

Un prodotto digitale ha un problema che gli altri settori non hanno: non
si può toccare. Chi arriva sulla pagina non vede cosa compra, e decide in
pochi minuti se vale la pena cambiare lo strumento che sta già usando —
anche quando quello che usa è un quaderno. Su questo settore abbiamo
costruito un sistema operativo per la ristorazione, una piattaforma di
corsi in abbonamento e il sito di uno studio creativo che doveva
dimostrare quello che vende. Per chi il prodotto deve ancora costruirlo,
c'è lo [sviluppo MVP](/servizi/sviluppo-mvp/).

## Il problema di un prodotto digitale che fa troppe cose

Le pagine dei prodotti software elencano funzionalità. È l'indice
sbagliato: chi cerca non vuole sapere quante cose fa il gestionale, vuole
sapere quale dei suoi problemi sparisce. «CRM integrato» non dice niente;
«sai chi è tornato e chi no» lo dice.

Il secondo problema è la soglia d'ingresso. Ogni campo in più nella
registrazione perde una parte di chi stava provando, e la prova a
scadenza mette fretta a qualcuno che non ha ancora capito se gli serve.

Il terzo è il confronto: chi valuta un gestionale ne guarda tre nello
stesso pomeriggio. Se la tua pagina non dice in trenta secondi per chi è
fatta e per chi no, il confronto lo vinci solo sul prezzo — che è il modo
peggiore di vincerlo.

## Cosa serve a un sito web per SaaS e a una landing page di prodotto

Una pagina costruita sui lavori che il prodotto toglie di mezzo, non sulle
funzioni che contiene. Moduli, quando il prodotto fa molte cose: chi
compra ne accende due e scopre gli altri dopo. Un onboarding a passi, con
un livello gratuito vero. Prezzi in livelli che dicono **a chi** servono.
Schermate reali dell'interfaccia, perché un prodotto invisibile si giudica
da quelle. E l'onestà su cosa non fa: chi la legge si fida del resto.

## Come abbiamo fatto il sito web di un SaaS per la ristorazione

**[hoopit](/lavori/hoopit-app/)** è un sistema operativo per ristorazione
e hospitality, e il problema era proprio la vastità: otto moduli — menu
QR, prenotazioni smart, asporto a zero commissioni, automazioni WhatsApp,
CRM, magazzino, analytics in tempo reale, console multi-sede white-label —
che elencati insieme sembrano un'altra cosa da imparare. Si attivano
on-demand: si parte da quello che serve oggi, il resto resta spento
finché non serve.

**[La piattaforma di Flow](/lavori/app-flow-porto-cervo/)** è il caso
dell'abbonamento: libreria video on-demand, programmi premium, sessioni
live con replay e tre livelli — Gratis, Essenziale, Completo. Il gratuito
non è una prova a scadenza ma un livello in cui si può restare, e chi
passa sopra lo fa perché ha bisogno di più, non perché il tempo è finito.
L'onboarding è a passi e apre un account senza chiedere la carta.

**[Wonder Creators](/lavori/wondercreators/)** è il caso più scomodo: il
sito di uno studio di social media e content creation, cioè di gente che
di mestiere fa contenuti. Un sito qualunque avrebbe smentito il servizio.
Identità editoriale, quattro servizi numerati come i capitoli di un
indice, i numeri dello studio a griglia e i collage fotografici dentro la
tipografia.

Tre progetti, una direzione: [applicazioni e
piattaforme](/servizi/app-sviluppo/) quando il prodotto è lo strumento, e
[siti web](/servizi/siti-web/) che spiegano un prodotto invisibile a chi
ha tre schede aperte e dieci minuti.

Se il tuo prodotto funziona e la pagina elenca funzioni, il problema non è
il prodotto. Raccontacelo nel [preventivo online](/preventivo/): sette
domande, e non finisci dentro una sequenza di email.

## Domande frequenti

### Come si presenta un prodotto che fa molte cose diverse?

A moduli, non a elenco. hoopit ne ha otto — menu QR, prenotazioni, asporto, automazioni WhatsApp, CRM, magazzino, analytics, console multi-sede — e si attivano solo quelli che servono. La pagina dice quale problema risolve ognuno, non quante funzioni contiene.

### Serve un'app nativa o basta il web?

Quasi sempre basta il web, e costa un terzo. L'app nativa serve quando ti serve l'hardware del telefono o l'uso è quotidiano e offline: per eSLA, che deve funzionare senza rete e usare la fotocamera come puntatore, era obbligatoria.

### Quanto conta il primo minuto di un prodotto SaaS?

È quasi tutto. Chi prova un gestionale decide entro pochi minuti se vale il cambio, e ogni campo in più nella registrazione ne perde una parte. Sulla piattaforma di Flow l'account gratuito si apre con un onboarding a passi, senza carta.

### Un sito di prodotto può essere anche il portfolio dello studio?

Quando lo studio è il prodotto, sì — ed è il caso più difficile. Il sito di Wonder Creators doveva dimostrare di saper fare quello che vende: identità editoriale, servizi numerati come i capitoli di un indice, i numeri dello studio in griglia.

### Come si struttura il prezzo di un SaaS?

In livelli che dicono a chi servono, non a quanti utenti. Su Flow sono tre — Gratis, Essenziale, Completo — e il gratuito non è una prova a scadenza: è il livello in cui si resta finché non serve altro. Chi paga lo fa perché ha bisogno, non perché è scaduto.
