# Packaging ed etichette a San Gavino Monreale, per lo zafferano che pesa mezzo grammo

> Packaging ed etichette a San Gavino Monreale per lo zafferano DOP, il riso e i prodotti del Medio Campidano: formati piccoli e regole del disciplinare.

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Lo zafferano DOP di San Gavino si vende in confezioni da un quarto di grammo a cinque grammi: l'oggetto più piccolo che un'azienda sarda possa mettere su uno scaffale. Su quello spazio vanno il logo della DOP, quello europeo, il nome, il lotto, le diciture di legge, e una ragione per scegliere quel vasetto e non quello accanto. Spesso ci sta tutto tranne l'ultima.

Il packaging a San Gavino Monreale ha un prodotto che viene prima degli
altri: lo zafferano. Il paese è uno dei tre comuni, con Turri e
Villanovafranca, in cui si produce lo Zafferano di Sardegna DOP, e il
disciplinare dice che qui deve essere coltivato, raccolto, lavorato e
anche confezionato. Le confezioni ammesse pesano un quarto di grammo,
mezzo grammo, uno, due o cinque grammi. Sono oggetti minuscoli: un
vasetto di vetro, un piccolo contenitore di terracotta o di sughero, un
astuccio di cartoncino. Su quello spazio un'azienda agricola deve far
stare la legge, la DOP e il proprio nome, e farsi scegliere da chi ha
davanti altri dieci vasetti uguali.

## Cosa chiede il disciplinare

Prima del disegno vengono le regole. Il materiale a contatto con gli
stimmi deve essere vetro o carta; la confezione esterna può essere
vetro, terracotta, sughero o cartoncino. In etichetta devono stare il
logo della DOP Zafferano di Sardegna e il logo europeo delle
denominazioni protette, con la denominazione scritta in caratteri
chiari, in forte contrasto con il fondo, ben distinta da tutto il resto.
Accanto alla denominazione non si può aggiungere nessuna
qualificazione che il disciplinare non preveda: niente «extra», niente
«selezionato». Il nome dell'azienda e il marchio sì, purché non
facciano credere altro.

Poi ci sono le regole generali degli alimenti: il peso, il lotto, il
termine minimo di conservazione, il produttore con l'indirizzo, le
istruzioni d'uso se servono. Su un vasetto da mezzo grammo tutto
questo occupa più della metà dello spazio. Per questo la grafica delle
etichette a San Gavino Monreale, per lo zafferano, si progetta partendo
dalla gerarchia: cosa deve leggere chi compra in un secondo, cosa
cercherà girando il vasetto, cosa serve solo al controllo.

## Il vasetto, l'astuccio, la scatola

Le etichette dei prodotti a San Gavino Monreale si fanno quasi sempre
per una linea, non per un pezzo solo. Un'azienda di zafferano ha tre o
quattro pesi, l'astuccio regalo per novembre e dicembre, magari il
riso del Campidano o i prodotti allo zafferano, e la scatola che parte
con il corriere. Il design delle confezioni a San Gavino Monreale tiene
insieme tutto con un sistema: lo stesso impianto, un colore o un
dettaglio che cambia con il peso, così la linea si legge come una
famiglia e il cliente ritrova il formato che ha comprato l'anno prima.

Lo zafferano invita al folclore: il fiore viola, il costume, la
cartolina del paese. Ne prendiamo poco. Un colore preso dagli stimmi,
una lettera, un dettaglio della raccolta all'alba, fatto con un segno
che si stampa bene a due colori su carta naturale. Sul banco del
festival di novembre e sullo scaffale di una gastronomia di Milano il
vasetto deve dire Sardegna senza gridarlo.

La scatola di spedizione conta più di quanto sembra. Chi ordina lo
zafferano online lo fa spesso per regalarlo, e la prima cosa che vede è
il cartone che apre: un interno stampato, un biglietto, una confezione
che non si rompe con il corriere.

## Il lavoro che abbiamo fatto

Nel comune non abbiamo ancora disegnato una confezione, e lo diciamo.
Il problema delle linee e dello spazio stretto, però, l'abbiamo già
risolto. Per [Nuraghe Antigori](/lavori/cantine-antigori/), una cantina
biologica sarda, sei referenze e due formati di bottiglia tenuti
insieme da un solo segno che cambia metallo con il vino. Per
[Nanumoru](/lavori/nanumoru/), un birrificio artigianale, sei birre con
un animale ciascuna e la scatola da sei che il cliente compone da solo:
è il caso più vicino a un astuccio regalo di zafferano, nel settore
[cantine e food](/settori/cantine-food/). Fuori dal cibo, le confezioni
di [Istedda Gioielli](/lavori/istedda-gioielli/), oggetti piccoli e
preziosi come uno stimma, e quelle di [Rosella
Corda](/lavori/rosella-corda/), una linea di cosmesi sarda dal 1994.

## Come lavoriamo, e quanto costa

Il packaging design a San Gavino Monreale comincia in azienda: il primo
incontro lo facciamo da te, a vedere il prodotto, i vasetti che usi già,
il banco del festival, il tipografo con cui lavori. Poi da remoto: due o
tre direzioni, una scelta, le prove stampate in scala vera, perché su
mezzo grammo un corpo di testo sbagliato si scopre solo con il pezzo in
mano. Il costo dipende da quanti pezzi vanno disegnati; la stampa la
paghi al tipografo. Conviene partire a primavera o in estate, per avere
i pezzi pronti prima della fioritura d'autunno.

Il servizio completo è quello di [packaging](/servizi/packaging/), con
le sole [etichette](/servizi/etichette/) per chi ha già la confezione.
Se il prodotto va venduto anche fuori dal paese, il passo dopo è
l'[e-commerce](/servizi/ecommerce/). Il [preventivo
online](/preventivo/) dà una cifra in sette passi, e il mercato del
paese sta nella pagina [San Gavino
Monreale](/sardegna/san-gavino-monreale/).

## Domande frequenti

### Quanto costa il packaging a San Gavino Monreale?

Dipende da quanti pezzi vanno disegnati: un'etichetta per un formato è un lavoro, una linea con cinque pesi, l'astuccio regalo e la scatola di spedizione un altro. Il preventivo online dà una cifra di partenza in sette passi. La stampa la paghi al tipografo, e ti aiutiamo a sceglierlo.

### Cosa deve esserci sull'etichetta dello zafferano DOP?

Il logo della DOP Zafferano di Sardegna e il logo europeo delle DOP, la denominazione scritta chiara e ben distinta dal resto, più tutto quello che chiede la legge sugli alimenti: peso, lotto, termine di conservazione, produttore. Il disciplinare vieta di aggiungere alla denominazione qualificazioni non previste: niente «extra» o «superiore».

### Serve un marchio nuovo prima del packaging?

Non sempre. Se il nome dell'azienda ha già un segno che regge, partiamo da quello. Se non c'è, o è illeggibile in piccolo, conviene sistemarlo prima, perché su un vasetto da mezzo grammo un logo complicato diventa una macchia.

### Avete clienti per il packaging a San Gavino Monreale?

Non ancora nel comune. Abbiamo disegnato le etichette di Nuraghe Antigori, una cantina biologica sarda, il packaging di Nanumoru, un birrificio artigianale, e le confezioni di Istedda Gioielli e Rosella Corda. Il problema dello spazio piccolo l'abbiamo già risolto.
